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Agrofarmaci? Solo su prescrizione dell’agronomo

Per tutelare la salute umana e dell’ambiente i fitosanitari devono essere usati con l’approvazione di un dottore agronomo

professione - 21 gennaio 2010

Il Conaf, Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e dottori forestali, in occasione del convegno “Uso sostenibile degli agrofarmaci” a poche settimane dall’approvazione delle direttiva comunitaria (pubblicata il 24 novembre 2009-CE n. 128), propone un uso più controllato dei fitofarmaci.

“Le farmacie di campagna o agrofarmacie – spiega il Conaf - è un concetto mutuato dalla farmacia tradizionale, ovvero l’unico luogo dove è possibile vendere gli agrofarmaci e dove, per poterli vendere, deve essere presente un tecnico abilitato, con le necessarie competenze professionali, che prescriva una ricetta. La normativa attuale, infatti,  regola – sottolinea il Conaf - sia l’impiego dell’agrofarmaco e sia la residualità. Il vantaggio per l’agricoltore è quello di avere la certezza che il suo prodotto sarà sicuramente vendibile sul mercato, sarà salubre per il consumatore e nel pieno rispetto dell’ambiente. Aumenta così la sicurezza alimentare per i consumatori, in relazione all’impiego e residualità dell’alimento stesso. Sul mercato agrofarmaceutico sono presenti prodotti fitosanitari che hanno principi attivi che intervengono su alcune colture (esempio pero, melo e peperone) e prodotti che intervengono su altre (esempio vite, pomodoro, arancia, prezzemolo). Così come il medico prescrive nella ricetta un medicinale per la tosse ed uno differente per il raffreddore; così il dottore agronomo, il medico della terra, potrà prescrivere un agrofarmaco per il pero ed un altro per Il pomodoro.”

 “La commissione – ha detto Andrea Sisti, presidente del Conaf – dovrà lavorare per arrivare alla definizione di una proposta organica da inserire a titolo definitivo nel Piano di Azione Nazionale. Il dottore agronomo, attraverso la molteplicità delle sue competenze, è il professionista in grado di rispondere alle esigenze attuali provenienti dalla società civile in tema di sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente e responsabilità etica. Dando delle garanzie agli agricoltori italiani di poter operare nel rispetto delle normative vigenti ed essere competitivi sul mercato”. “L’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari – ha precisato Maurizio Desantis, del Ministero Politiche agricole alimentari e forestali, Dirigente XI Settore fitosanitario, dei fertilizzanti e del materiale di propagazione - richiede un salto di qualità in termini di formazione e miglioramento delle capacità degli operatori professionali nelle scelte da compiere”.

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