Un nuovo laboratorio di alta specializzazione in materia di residui fitosanitari negli alimenti e di tutti i prodotti utilizzati per combattere le principali malattie delle piante, è stato inaugurato a Milano dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.
In questo laboratorio di Prevenzione dell'Asl di Milano sarà completato il repertorio di 170 principi attivi di fitosanitari di cui è consigliato il controllo dall'Unione Europea. Oltre tremila metri quadri, dislocati su due piani, attrezzati con nuovi e moderni macchinari, strumenti e arredi, destinati a garantire la sicurezza alimentare e dei beni di consumo, ma anche le verifiche sulle malattie infettive e le patologie croniche.
Si tratta di una struttura "di assoluta avanguardia, un esempio di eccellenza in materia di analisi microbiologica e chimica, destinata a servire un'area vasta". I lavori sulla palazzina di via Juvara e l'acquisto dei nuovi strumenti sono stati finanziati da Regione Lombardia con 15 milioni di euro: "Abbiamo deciso questo investimento - ha sottolineato Formigoni - per dotare il Laboratorio di tutte le migliori tecnologie". Il presidente ha espresso "apprezzamento per il lavoro svolto da tutto il personale", di cui ha sottolineato la preparazione e la formazione ma anche "la passione, il cuore e la volontà".
Il Laboratorio è anche chiamato a partecipare alle campagne promosse dall'Unione Europea, dal Ministero della Salute e dalla Regione per valutare problematiche emergenti in vari campi. In primis la sicurezza alimentare. Il Laboratorio di Prevenzione conduce analisi volte ad individuare sostanze indesiderate ad azione tossica o nociva o per ricercare l'eventuale presenza di ingredienti o additivi non consentiti o soggetti a precise restrizioni d'uso.
Da non dimenticare il compito di valutazione di scenari di possibile esposizione a germi patogeni o a sostanze nocive in abitazioni o ambienti di lavoro, a supporto delle indagini condotte dai Servizi di Igiene Pubblica, di Igiene Ambientale e di Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro dei dipartimenti di prevenzione medica delle ASL. Infine da ricordare la partecipazione alle reti internazionali di rilevazione dei germi patogeni che causano malattie trasmissibili per via alimentare nel territorio, al fine di accertarne la natura, ricercare l'eventuale origine comune di casi apparentemente isolati e, attraverso questo, ricercarne le possibili cause e sorgenti di diffusione.