Potrà essere coltivata in Europa la patata transgenica Amflora, per uso industriale. Con l'annuncio della Commissione europea si mette di fatto fine, dopo dodici anni, alla moratoria sulla coltivazione di ogm in Europa.
La decisione sulla patata Amflora riguarda la sua coltura ai fini industriali e l'utilizzo dei prodotti derivati dall’amido negli alimenti per animali. La decisione della Commissione europea, oltre alla patata Amflora, riguarda anche la messa sul mercato di tre mais geneticamente modificati destinati ad essere utilizzati nell'alimentazione umana e animale. I cinque ogm autorizzati, ha sottolineato l'esecutivo Ue, sono stati "esaminati con la più grande attenzione, in modo che le preoccupazioni espresse al riguardo della presenza di un gene resistente agli antibiotici siano pienamente tenute in considerazione". La decisione, ha precisato un portavoce, essendo una procedura scritta, è stata presa all'unanimità del collegio dei commissari.
"Dopo un esame completo e approfondito dei cinque dossier ogm sul tavolo, mi è sembrato chiaro che nessun nuovo argomento scientifico aveva bisogno di essere esaminato ulteriormente", ha osservato il commissario Ue alla salute John Dalli, spiegando che la Commissione "ha svolto il suo ruolo in maniera responsabile, prendendo decisioni che si basano su esami di sicurezza condotti dall'Efsa", l'agenzia europea per la sicurezza degli alimenti.
Il parere negativo di Zaia - "La decisione presa oggi dalla Commissione europea di concedere l'autorizzazione alla coltivazione di una patata geneticamente modificata ci vede contrari. Il fatto di rompere una consuetudine prudenziale che veniva rispettata dal 1998 è un atto che rischia di modificare profondamente il settore primario europeo". Così il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commenta la decisione presa dalla Commissione Europea di autorizzare la produzione della patata Ogm Amflora di proprietà della Basf. "Non solo non ci riconosciamo in questa decisione - commenta il ministro - ma ci teniamo a ribadire che non permetteremo che questo metta in dubbio la sovranità degli Stati membri in tale materia. Da parte nostra proseguiremo nella politica di difesa e salvaguardia dell'agricoltura tradizionale e della salute dei cittadini". "Non consentiremo che un simile provvedimento, calato dall'alto - conclude il ministro - comprometta la nostra agricoltura. Per questo valuteremo la possibilità di promuovere un fronte comune di tutti i Paesi che vorranno unirsi a noi nella difesa della salute dei cittadini e delle agricolture identitarie europee".
Proposta dei Verdi di fare un referendum - La decisione della Commissione europea "e' gravissima e inaccettabile", affermano in una nota i Verdi che si dicono già "pronti a presentare un quesito referendario già dalla prossima settimana per evitare che gli Ogm vengano coltivati in Italia". "La coltura autorizzata - dicono i Verdi - presenta dei profili di rischio molto alti perché avrebbe un gene marker che provoca resistenza ad un antibiotico importante per la salute umana. In questo modo non solo è stato violato il principio di precauzione nei confronti delle colture geneticamente modificate ma anche la direttiva Ue 2001/18 che proibisce espressamente l'autorizzazione per gli Ogm che contengono geni di resistenza ad antibiotici importanti per la salute umana. Si tratta di un vero e proprio assalto alla sicurezza alimentare, alla nostra agricoltura tipica, di qualità e biologica: insomma a rischio c'è tutto il made in Italy agroalimentare. I Verdi - conclude la nota - si mobiliteranno con forza per difendere la tradizione agroalimentare del nostro paese e la salute dei cittadini dalle colture geneticamente modificate".
La reazione di Legambiente - Una "follia" e una decisione "assurda": Così "si condanna l'agricoltura Made in Italy e si mette a rischio la salute dei cittadini". Lo afferma Legambiente commentando la decisione dell'Ue di "decretare la fine dell'embargo sulle colture geneticamente modificate, vanificando così - rileva - gli sforzi e gli investimenti di tutti coloro che hanno creduto nel Made in Italy e nella ricerca della qualità e delle eccellenze". "E' evidente che l'Italia non ha alcun bisogno di questi prodotti - ha dichiarato il responsabile Agricoltura di Legambiente Francesco Ferrante -. Questa decisione ci espone a pericoli enormi, dal punto di vista produttivo ed economico ma anche - prosegue - da quello della salute e della sicurezza". "Non si capisce - conclude Ferrante - cosa stia aspettando il ministro Zaia ad emanare il famoso decreto che impedirebbe l'esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato che autorizza la coltivazione di Ogm senza aspettare le linee guida sulla coesistenza, per tutelare l'agricoltura di qualità, il biologico e le eccellenze italiane".