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La carne di pollo è la causa principale di campilobatteriosi nell’uomo

Lo affermano gli esperti dell’EFSA, che chiedono l’attuazione di misure appropriate volte a ridurre il numero dei casi

zootecnia - 28 gennaio 2010

Il 20-30% dei casi umani di campilobatteriosi nell’Unione europea è riconducibile alla manipolazione, alla preparazione e al consumo di carne di pollo ottenuta dai broiler. Lo afferma il gruppo di esperti scientifici sui pericoli biologici (BIOHAZ) dell’EFSA.

In Europa la campilobatteriosi rappresenta la più comune malattia infettiva trasmissibile dagli animali agli esseri umani attraverso l’ingestione di alimenti e il parere conferma quanto già riscontrato in precedenza e cioè che la carne di pollame sembra essere una delle fonti più importanti, se non la principale, di infezione nell'uomo. In base alle stime dal gruppo di esperti scientifici BIOHAZ, è probabile che il numero dei casi effettivi di campilobatteriosi negli esseri umani sia nettamente superiore rispetto a quanto segnalato ufficialmente.

Il professor Dan Collins, presidente del gruppo di esperti scientifici BIOHAZ, ha dichiarato: “È necessario interpretare le nostre conclusioni con cautela, poiché i dati sulle fonti di Campylobacter sono scarsi per la maggior parte degli Stati membri e in alcuni casi non sono disponibili". Il gruppo di esperti scientifici BIOHAZ raccomanda il monitoraggio attivo della campilobatteriosi in tutti gli Stati membri, compresi gli sforzi volti a una migliore quantificazione del livello dei casi umani non segnalati.

La campilobatteriosi viene contratta generalmente attraverso l’ingestione di batteri che si sviluppano in alimenti contaminati o acqua contaminata. La malattia, che può provocare diarrea, crampi addominali e febbre, colpisce bambini, giovani adulti e anziani.

L’analisi, da parte dell’EFSA, delle diverse fonti di infezione da Campylobacter negli esseri umani costituisce la prima fase di un più ampio lavoro in questo settore, il cui completamento è previsto nel 2010. Su richiesta della Commissione europea, il gruppo di esperti scientifici BIOHAZ provvederà a identificare e a classificare le possibili opzioni di controllo e a proporre obiettivi specifici per ridurre la presenza di Campylobacter nelle diverse fasi della filiera della carne ottenuta dai broiler. Nel suo complesso questo lavoro assisterà i gestori del rischio nell’attuazione di misure appropriate volte a ridurre il numero dei casi di campilobatteriosi negli esseri umani nell’Unione europea (UE).

 Scarica il documento ufficiale

sul canale zootecnia

mario.perlot 03 febbraio 2010 alle 12:52:56

Mangia pollo che fa bene

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