Il Dipartimento di prevenzione igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro della Regione Veneto, in seguito a sempre più frequenti eventi infortunistici avvenuti in cantine, invita a riflettere sulle cause e sulle misure prevenzionistiche da adottare, per scongiurare il ripetersi di questi incidenti, che potrebbero avere conseguenze drammatiche.
Nelle attività di cantina viene utilizzato sempre di più l'azoto, trattandosi di un gas inerte (nelle condizioni d'uso) che serve a proteggere il vino dall'ossidazione e a compensare la sovrapressione di CO2 negli spumanti. Ad esempio, questo gas viene pompato sulla superficie superiore del vino per svuotare un'autoclave, con pressioni fino a 6 atm per gli spumanti. A svuotamento avvenuto, parte dell'azoto permane nella cisterna e vi rimane per un tempo indefinito se non si effettuano specifiche azioni per il suo allontanamento. L'aria che respiriamo è costituita dal 79% di azoto e dal 21% di ossigeno.
Per questo motivo comunemente si ritiene che l'azoto non sia un gas di per sé pericoloso. Difatti non appartiene a nessuna delle categorie di pericolosità definite nella normativa per la classificazione delle sostanze e dei preparati pericolosi: infiammabile, esplosivo, comburente, corrosivo, tossico, nocivo, irritante, sensibilizzante, cancerogeno, mutageno, tossico per il ciclo riproduttivo. Può però diventare pericoloso sulla base delle sue proprietà chimico-fisiche e del modo in cui è utilizzato.
Nel caso in questione, il gas viene pompato in un ambiente confinato e la sua presenza riduce la pressione parziale, e quindi la concentrazione, dell'ossigeno presente nell'atmosfera. Se in questo ambiente si introducono dei lavoratori per operazioni di controllo, lavaggio, manutenzione, c'è il pericolo di asfissia per chi inala quest'aria. Questo tipo di asfissia, denominata anossia anossica, si presenta in tutte le atmosfere povere di ossigeno, come, ad esempio, può succedere in quota per riduzione della pressione barometrica, ma soprattutto per inquinamento dell'aria di gas inerti (non nocivi o tossici) come azoto, metano, idrogeno, ecc.
Questi gas ad alte concentrazioni possono avere anche un effetto narcotico. Come risulta dalle testimonianze degli infortunati, la vittima non ha le percezione di quello che sta accadendo; per cui passa rapidamente allo stato di incoscienza e, se non viene soccorsa in tempo, subisce danni permanenti o muore. Anche l'anidride carbonica (CO2), presente nelle attività di vinificazione, non è di per sé un gas tossico/nocivo (è il prodotto della respirazione ed è un costituente naturale dell'atmosfera) ma, abbassando la pressione parziale dell'ossigeno, può provocare asfissia con lo stesso modo dell'azoto.
Si evidenzia inoltre che l'azoto ha un peso specifico (1.15 kg/m3) ca. uguale a quello dell'aria (1.16 kg/m3), quindi non tende a stratificarsi verso il basso (come ad es. il GPL o la CO2), né a sfuggire verso l'alto (come l'elio o l'idrogeno). Quindi, per garantire una concentrazione di ossigeno adeguata, almeno superiore al 17%, la concentrazione di azoto deve essere inferiore al 83 %.