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A causa della burocrazia si rischia di perdere i fondi Psr

Spesi solo 2,3 miliardi dei 17 destinati dalla Comunità europea a sostegno dell'agricoltura nazionale

varie - 26 maggio 2010

I fondi PSR non devono tornare a Bruxelles. Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, lancia, in occasione della pubblicazione del bollettino trimestrale del Mipaaf, un appello a tutte le Regioni affinché “utilizzino al più presto, e nel miglior modo possibile, i fondi che sono stati messi a disposizione dei nostri agricoltori dall'Unione Europea e dallo Stato italiano attraverso i Programmi di Sviluppo Rurale (Psr). Si tratta di una straordinaria occasione per migliorare le loro aziende e renderle più competitive, migliorandone la filiera produttiva e le infrastrutture”.

Rivolgendo uno sguardo all'obiettivo di spesa da raggiungere entro il 31 dicembre 2010, aggiunge il ministro, “il vero rischio è il disimpegno automatico delle risorse messe a disposizione dall'Unione Europea”. I dati diffusi dal Mipaaf riguardo la capacità di spendere i fondi Psr della Comunità europea evidenziano tutta la macchinosità del sistema Italia. “In un momento economicamente tanto difficile – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – è quantomeno surreale che fino a marzo di questo anno siano stati spesi solo 2,3 miliardi dei 17 destinati dalla Comunità europea a sostegno dell’agricoltura nazionale. L’incapacità di spendere questi finanziamenti, a rischio del disimpegno dell’Ue nel metterli a disposizione delle esigenze dell’indotto, rischia di costituire un’ulteriore aggravio per la situazione del comparto. I fondi Psr, gestiti in maggior parte dalle amministrazioni regionali - continua Tiso - sono fondamentali per fermare la crisi che sta colpendo il settore e che ha causato nel solo 2009 la chiusura di oltre 30 mila aziende agricole”.

“Premesso che la gestione delle risorse è di competenza regionale – ha sottolineato il ministro –, risulta di vitale importanza adottare ogni soluzione utile a evitare il disimpegno dei fondi complessivamente assegnati. In tal senso occorrerà sensibilizzare i nuovi esecutivi regionali a organizzarsi al meglio per gestire queste importanti risorse comunitarie – ha detto Galan – considerato che il disimpegno per il 2010 è evitabile solo se le Regioni meno efficienti evidenziano una netta inversione di tendenza”. Subito dopo queste parole il ministro ha ribadito la necessità di “verificare la condizioni per trasformare i 21 Psr in un Programma unico nazionale (articolato in 21 sotto-programmi), che rappresenterebbe l’unica soluzione per lasciare inalterato l’attuale assetto delle competenze e consentire compensazioni finanziarie tra le Regioni per evitare disimpegni futuri”.

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