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A Villasor una serra fotovoltaica da record

Sorge vicino a Cagliari ed e' destinata a colture ortofrutticole di qualita' e a produrre 20 MW di energia elettrica

ambiente - 02 dicembre 2011

Si avvicina al completamento il mega progetto realizzato con un investimento di 70 milioni di euro dall'indiana Moser Baer Clean Energy (Mbcel), in collaborazione con il colosso americano General electric (Ge).

La serra fotovoltaica da record sorge vicino a Cagliari, a Villasor, al centro della pianura del Campidano, ed è destinata a colture ortofrutticole di qualità - melone, anguria, zucchina romanesca, finocchio e, fiore all'occhiello, i "frutti dell'amore", ovvero la rosa da bacca richiestissima in Olanda -.

Ma, soprattutto, produce energia pulita. Il progetto fotovoltaico, denominato Su Scioffu, si estende su quasi 27 ettari di terreno dove sono posizionati ben 84mila pannelli solari e 134 serre. L’impianto ha già iniziato a fornire i primi 5 megawatt di energia al gestore nazionale della rete elettrica, ai quali si aggiungeranno presto gli ulteriori 15 megawatt.

A pieno regime, infatti, Su Scioffu produrrà 20 megawatt di energia elettrica, sufficiente ad alimentare circa 10.000 abitazioni, e in grado di evitare 25.000 tonnellate di emissioni di CO2 ogni anno. La gestione agricola della serra fotovoltaica è stata affidata a Twelve Energy che ha coinvolto cinque cooperative e che potrà contare su 90 nuovi posti di lavoro. Le coop si occuperanno della commercializzazione e vendita dei prodotti.

O.O.

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loredana.garofal6f4k 06 dicembre 2011 alle 15:58:44

SECONDA PARTE
(non il privato perchè non renumerativa) si dovranno costruire centrali idroelettriche di grossa taglia (oltre i 1000MW) come quelle che furono messe in ordine negli anni 70 per compensare il surplus di energia notturna prodotta da impianti nucleari. Il discorso sarebbe da ampliare ma ci vorrebbe molto tempo. Comunque vi siete mai chiesto perchè questi mega impianti sono detenuti da piccole SRL con poche migliaia di € ??- secondo il mio punto di vista e che quando questi campi non saranno più redditizi le SRL falliranno e l'agricoltore dovrà smaltire questi pannelli e dell'affitto percepito dovrà aggiungere qualche soldino e smaltire. A proposito che fine hanno fatto i pannelli FV inventati e prodotti in italia che sono a base di MIRTILLO??, è vero che producono meno nell'insolazione diretta ma è anche vero che producono il 40 in più nella illuminazione diffusa.
Orsoioghi48

loredana.garofal6f4k 06 dicembre 2011 alle 15:55:27

Bubu ha ragione da vendere, personalmente sono un Site Manager che dopo 35 anni di Enel nel 2000 mi sono prepensionato perchè non sopportavo più la dirigenza Enel,arrogante ed inesperta proveniente da Telecom e portata dall'A.D.Tatò ieri, oggi proveniente da Alitalia, (poveri noi ed Enel Sic..) Comunque come al solito noi con le nostre leggi facciamo di tutto per facilitare gli investitori stranieri ieri con l'eolico oggi con i mega impianti di fotovoltaico. infatti mentre per impianti fino a 100kW, essi sono in bassa tensione e sfrutterebbero le infrastrutture esistenti (bt/MT/quindi AT), i mega impianti hanno bisogno di nuove infrastrutture in MT e quindi AT, pertanto si costruiscono stazione elettriche di ricevimento e smistamento e fin quì ancora il danno ( e PIL sono per Germania per sistemi AT ed inverter di grossa taglia, per Cina ed altri per i pannelli.
Prime o poi TERNA spa (stato ITALIA) per sopperire alla variabilità dell'energia prodotta dovuta ad un celo non perfettamente sereno, dove ogni nuvola rappresenta la caduta di produzione di oltre il 70 che deve essere compensata in modo fulmineo con altrettanta produzione normalmente di origine idroelettrica ( è l'unica che da 0 a max carico occorrono 7-10 secondi, contro i 10-15 minuti che occorre ad una centrale TURBOGAS ultima generazione (2010) o oltre due ore per una normale centrale Termoelettrica) comprando questa variabilità ad un prezzo altissimo. Come dicevo all'ora lo stato italiano (non il privato p

bubu 05 dicembre 2011 alle 23:12:41

Siamo sicuri che non ci pentiremo di avere sacrificato tento terreno agricolo altamente produttivo quando si potrebbe ottenere lo stesso risultato piazzando i pannelli sui tetti di tutte le abitazioni i capannoni industriali e su terreni impervi dove non e' possibile o agevole coltivare? Fra 20 anni quando i pannelli non produrranno piu' sara' obbligatorio smontarli e smaltirli o potranno essere lasciati in loco come succede ora per le zone industriali dismesse? I terreni eventualmente liberati da questi pannelli, dopo 20 e piu' anni di abbandono e di mancanza di sole e acqua saranno ancora produttivi?
Tutte domande che nessuno si pone e a cui nessuno risponde. Tutti avanti a testa bassa, tanto fra venti e piu' anni ci pensera' che c'e'.
Saluti e auguri a tutti

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