Siti del circuito Teknoring



  homepage/ News / Ambiente / Agroenergie: il buon esempio di Co.Agr.Energy

Agroenergie: il buon esempio di Co.Agr.Energy

Confagricoltura ha presentato le attivita' del consorzio nato nel 2007 per promuovere specifiche azioni in campo energetico

ambiente - 02 gennaio 2012

Per dare un futuro alle agroenergie nel nostro Paese occorre arrivare in tempi brevi a un nuovo sistema di incentivi che garantisca il raggiungimento degli obiettivi fissati per il biogas e le biomasse. 

Per il biogas, gli obiettivi fissati al 2020 a 1.200 MW devono essere ritoccati con la revisione del Piano di azione sulle energie rinnovabili. Per il biogas agricolo occorre assicurare almeno 1000 MW e, in tale contesto, è sempre più indispensabile disporre di un piano energetico nazionale, la cui emanazione è prevista da più di quattro anni. 

È quanto è emerso dall’incontro organizzato da Confagricoltura per la presentazione dell’attività di Co.Agr.Energy, il consorzio nato nel 2007 su iniziativa della confederazione agricola per promuovere specifiche azioni in campo energetico.

In particolare, il Consorzio ha presentato e attuato un progetto di filiera nazionale promosso dal ministero delle Politiche agricole, la cui conclusione è fissata nell’ottobre del 2012, che, ad oggi, ha permesso la realizzazione di otto impianti a biogas in altrettante aziende agricole di cinque regioni diverse (Piemonte, Lombardia, Toscana, Umbria e Puglia) per un totale di 25 milioni di euro di investimenti, sui 36 stanziati. A breve è prevista l’apertura del cantiere dell’ultimo degli impianti in programma, in Veneto.

Ma l’attività del Consorzio non si limita a questo. Tra i suoi scopi, la formazione e l’assistenza tecnica alle aziende che vogliono investire o che abbiano già investito nelle agroenergie; la ricerca e la divulgazione dei risultati.

In questo ambito rientrano i due studi presentati nell’incontro: il rapporto Nomisma “La sfida delle bioenergie - tendenze e scenari per le energie rinnovabili in agricoltura” e il progetto di ricerca “Analisi delle filiere bioenergetiche, individuazione dei criteri di sostenibilità ambientale e sistema di tracciabilità delle biomasse”, realizzato da Agriconsulting.

Partendo dai dati sulla diffusione delle bioenergie in Italia ed in Europa, il rapporto Nomisma conduce un’analisi costi-benefici delle filiere bioenergetiche elettriche che dimostra come il livello di incentivazione attualmente offerto dalla Tariffa Onnicomprensiva sia congruo alla rischiosità dell’investimento.

Lo studio evidenzia, inoltre, gli impatti macroeconomici e le potenzialità agricole nel settore delle bioenergie in Italia. In particolare, in uno scenario ottimistico di forte adesione del mondo agricolo alle bioenergie, con cui si possa riuscire a produrre almeno il 50% del potenziale, l’agricoltura potrebbe raggiungere una sorta di “autosufficienza energetica”, arrivando a produrre più di quanto consuma e contando nei consumi finali nazionali per il 3%. Tale contributo rappresenterebbe quasi il 20% (3 punti percentuali su 17) dell’obiettivo assegnatoci dall’Ue.

L’analisi effettuata da Agriconsulting è finalizzata ad analizzare le filiere del biogas e della combustione della biomassa solida, riferite ad applicazioni di microgenerazione per individuarne i criteri di sostenibilità ambientale e cercando di dare un contributo conoscitivo agli investimenti già realizzati ed alimentare il dibattito sui prossimi meccanismi di incentivazione, qualora si volessero prevedere dei premi aggiuntivi.

Il lavoro ha confermato che il vantaggio ambientale delle agroenergie è sensibilmente favorevole rispetto alla produzione di energia elettrica con fonti e tecnologie convenzionali. Nel caso studio riferito ad un impianto di biogas (85% colture dedicate, 15% reflui zootecnici) la percentuale di risparmio di emissioni equivalenti di anidride carbonica è stata stimata al 77,5% rispetto a un analogo impianto a combustibili fossili. Tale percentuale supera addirittura il 90% nel caso riferito a un impianto a biomassa solida alimentato con colture dedicate e pollina.

“Ora che finalmente anche in Italia si è riusciti ad avviare una filiera delle biomasse e del biogas - ha detto il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi - occorre scongiurare il pericolo di vedere vanificare gli investimenti industriali, da una parte, e dall’altra la possibilità per le aziende agricole di sviluppare nuove fonti di reddito”.

“Servono - ha aggiunto Guidi - segnali chiari per il futuro del settore. Un sistema di incentivazione diretto a premiare soprattutto gli impianti più piccoli collegati alle aziende agricole che utilizzano sottoprodotti, biomasse di integrazione e, in misura minore, coltivazioni dedicate di primo raccolto”.

O.O.

sul canale ambiente
Commenta questo articolo.

Per scrivere un commento devi essere registrato!

Se non ti sei ancora registrato clicca qui

Scrivi qui il tuo commento
Effettua il login

In evidenza