Una figura ad alta professionalità che interviene con le proprie macchine in circa il 70% delle operazioni colturali meccanizzate, con picchi del 95% nella raccolta dei cereali. Una categoria composta in Italia da almeno 8mila imprese ma che non ha ancora avuto un riconoscimento adeguato.
Questo è il profilo della professionista agromeccanico tracciato nel corso del convegno "La meccanizzazione nelle filiere agroalimentari. La professionalità dell’agromeccanico" che si è tenuto a Rimini, in occasione di Agrifil, il salone della filiera alimentare, che si è chiuso il 22 febbraio scorso.
L’evoluzione necessaria dell’agricoltura: l’agromeccanico. E’ questo in estrema sintesi il messaggio uscito dal convegno
A un inquadramento normativo della categoria ci sta pensando Unima (Unione nazionale imprese di meccanizzazione agricola) che ha di recente presentato presso le istituzioni nazionali e comunitarie una proposta di legge per la qualificazione incentrata sulla certificazione volontaria delle imprese che desiderino competere sul mercato con la qualifica di agromeccanici professionali. “Abbiamo fatto un’audizione al Senato e due alla Camera ben accolte – ha affermato Aproniano Tassinari, presidente di Unima –, proposta di legge discussa da noi anche a Bruxelles nell’ambito della Ceettar, federazione che raggruppa gli agro meccanici d’Europa”. Tassinari ha inoltre sottolineato che solo due Paesi non hanno una legge in materia: Italia e Polonia.
Il presidente di Unima ha poi aggiunto: “Se vogliamo parlare di agricoltura del futuro in un’ottica di filiera dobbiamo parlare di semina, raccolta, lavorazione e stoccaggio. La qualità non può essere tracciata solo dall’uscita dall’industria di trasformazione ma deve iniziare dal campo e dal seme. Considerando i costi attuali delle macchine e i relativi tempi di ammortamento, di fatto la categoria degli agromeccanici è quella che consente a gran parte degli agricoltori di rimanere competitivi”.
Dal convegno è emerso come la categoria agromeccanica abbia già iniziato degli esperimenti di integrazione di filiera con risultati incoraggianti. Come associazione di rappresentanza, Unima già dal 1995 ha iniziato a tessere rapporti di collaborazione con i principali costruttori di macchine e produttori di fitofarmaci, sviluppando sinergie operative.
Il riconoscimento legislativo della figura dell’agro meccanico diviene fondamentale anche nella lotta della categoria contro la concorrenza sleale e nella possibilità di vedere riconosciuto il proprio diritto all’accesso di alcuni aiuti economici sinora esclusiva prerogativa dell’agricoltore.
di O.O.