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Agronomi e Forestali, professione per il futuro dei giovani

Il presidente del Conaf: "Un Paese senza giovani professionisti non ha futuro. Servono indicazioni formative chiare e fare in modo che ci siano i contenuti per 'fare' il professionista"

professione - 09 gennaio 2012

Ricerca applicata alle energie dall’agricoltura, connubio tra prodotti tipici e biotecnologie genetiche, pianificazione e gestione dell'ambiente e del paesaggio nel continuum urbano rurale, conservazione della biodiversità. E, ancora, il contributo dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali nelle valutazioni di impatto ambientale, nelle certificazioni dei prodotti agroalimentari locali, nell’inverdimento di superfici edificate.

I giovani, il valore della ricerca e lo sviluppo della professione di Dottore Agronomo e Dottore Forestale sono stati i temi al centro del workshop “Giovani, per credere nel futuro”, che si è svolto a Viterbo, presso la Facoltà di Agraria, organizzato dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Viterbo, dall’Università degli Studi della Tuscia e dal Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali.

“I giovani – ha detto il presidente del Conaf, Andrea Sisti - devono avere un sistema di formazione adeguato, tenendo presente che l'autodidatta, nonostante la buona volontà, rischia di incontrare diversi ostacoli e magari anche di sbagliare. Per questo servono indicazioni formative chiare e fare in modo che ci siano i contenuti per 'fare' il professionista. Del resto una professione senza giovani non ha futuro, così come un Paese. Quindi dobbiamo investire per rispondere alle esigenze di un mercato che si sta evolvendo con giovani professionisti in grado di competere anche a livello internazionale”.

Secondo Sisti, occorre inoltre sostenere il ruolo dei giovani, così da essere messi in grado di poter entrare nel mondo del lavoro professionale e raggiungere un reddito dignitoso, ponendo fine all'incremento della precarizzazione che oggi è molto diffusa attraverso la formazione in ingresso e la formazione permanente in grado di accompagnare il professionista nel suo percorso di vita.

“L’evento organizzato a Viterbo – ha sottolineato Bruno Ronchi, preside della Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia - ha rappresentato un’importante occasione di dialogo tra studenti dei corsi di scienze agrarie forestali, agronomi professionisti e docenti universitari, per comprendere sia le numerose sfaccettature della professione di agronomo, sia le sfide che la formazione universitaria deve affrontare per dare efficace risposta alle nuove richieste della società”.

Il valore del workshop non è stato solo nell’interesse professionale degli argomenti trattati, ma anche nel modo in cui è stato preparato: “È la prima volta – ha detto Marcellina Bertolinelli, coordinatore del dipartimento Formazione Permanente, Ricerca e Università del Conaf – che i professionisti coinvolgono direttamente i giovani studenti e preparano con loro un evento. Abbiamo discusso con gli studenti e con i docenti universitari e abbiamo scelto con loro i temi, in base alle esigenze più sentite in questo momento. Il successo dell’iniziativa dimostra che c’è un grande bisogno dello scambio di idee tra mondi solo apparentemente diversi, quello della ricerca, quello della scuola e quello della professione”.

O.O.

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