Il 43%, circa la metà dunque, delle cooperative agroalimentari italiane opera al Sud, ma il tratto distintivo è la dimensione media d’impresa, sensibilmente inferiore rispetto alle cooperative centrosettentrionali. Esse riescono, pertanto, a generare soltanto il 14% di tutto il fatturato agricolo cooperativo del Paese.
Questi alcuni dei dati del Rapporto dell’Osservatorio sulla Cooperazione agricola, istituito dal Ministero delle Politiche Agricole, illustrati a Napoli nel corso di un incontro svoltosi presso la Giunta Regionale della Campania ieri 23 febbraio. L’incontro rientra nel piano di iniziative voluto dal Ministero per divulgare i dati e l’attività dell’Osservatorio.
Come ha spiegato la presidente di Fedagri-Confcooperative Campania, Luigia Adiletta, “c’è da sottolineare, tuttavia, che dal dato statistico restano fuori molte delle produzioni cooperative d’eccellenza del sud (pomodoro, ortofrutta trasformata e quarta gamma), che risultano integrate con quelle del nord Italia, dal momento che il fatturato generato che viene rilevato in regioni quali l’Emilia Romagna o la Lombardia”.
Nel panorama meridionale, la regione Campania vanta dimensioni medie di impresa superiori in termini di fatturato, con 2,4 milioni di euro rispetto ad una media delle cooperative del sud pari a 1,9. La regione rappresenta quasi il 6% delle cooperative agricole italiane, il 2,4% del fatturato e il 3,4% degli addetti.
L’ortofrutticolo è il primo settore agricolo della cooperazione meridionale, seguito dai comparti del vino e dell’olio.
Ben il 59% delle cooperative ortofrutticole italiane è localizzata nel Sud Italia, anche se la maggiore ricchezza è generata nel Nord, pari al 73%. Per il settore ortofrutticolo, soprattutto per il segmento fresco, il Sud Italia resta comunque un’importante area di riferimento.
Nel comparto vitivinicolo, la quota di fatturato prodotta dalle cooperative del Mezzogiorno è di quasi 700 milioni di euro (il 18% del totale), quello della Campania 44 milioni, pari all’1,2% del totale.
C.C.