Negli allevamenti intensivi l'uso indiscriminato di antibiotici rappresenta una vera minaccia per la stessa salute umana. E' questo ciò che è emerso dal rapporto 'Case Study of a Health Crisis' pubblicato da Alliance to Save our Antibiotics.
La situazione è così allarmante che Margaret Chan, il Direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato: "Se non affrontiamo il problema molte comuni infezioni non saranno più curabili e uccideranno senza sosta".
Il rapporto presentato dall'Alleanza chiede di dimezzare l'uso di antibiotici negli allevamenti dell'UE entro il 2015; limitarne l'uso potrebbe avere un impatto profondo, non solo sulla salute umana ma anche sul benessere degli animali. I medici sono sempre più preoccupati per il bilancio globale delle vittime. La resistenza dei microrganismi agli antibiotici sta diventando in Europa un problema prioritario di sanità pubblica. I medici sono sempre più disarmati poiché negli ultimi anni l'antibiotico-resistenza è aumentata in maniera preoccupante soprattutto nei batteri Gram-negativi (quali Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae), nelle infezioni come la Methicillin-resistant Staphylococcus aureus (MRSA), un ceppo di Stafilococco aureo resistente alla meticillina o verso antibiotici quali cefalosporine di terza generazione e carbapenemi.
Il rapporto evidenzia che i batteri resistenti agli antibiotici possono essere trasmessi dagli animali allevati negli allevamenti intensivi all'uomo attraverso gli operai che lavorano a contatto con essi nelle fabbriche, attraverso la carne cruda, attraverso la carne o le uova cotte in modo errato, attraverso l'aria, l'acqua, il suolo; gli animali espellono una enorme quantità di antibiotici rendendo un potenziale fonte di batteri antibiotico-resistenti il letame, in grado di penetrare nel terreno e nelle acque sotterranee. Nel rapporto sono stati anche citati numerosi casi di infezioni resistenti agli antibiotici trasmesse all'uomo dagli animali provenienti da allevamenti intensivi.
A.U.