La crisi del settore zootecnico europeo non sembra cessare. Così i provvedimenti per limitare i danni diventano sempre più necessari. Basti pensare che solo in Italia è scomparso quasi un allevamento di pecore su tre negli ultimi dieci anni e la situazione rischia di precipitare decimando irrimediabilmente i circa 70mila allevamenti sopravvissuti che svolgono un ruolo insostituibile nel settore economico come in quello turistico o ambientale.
Uno dei problemi più gravi è la volatilità del mercato, che rischia di provocare perturbazioni importanti in tutti i settori dell'allevamento europeo. A tal proposito, De Castro, Presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, ha dichiarato: "ci aspettiamo da parte della Commissione misure e interventi per limitare l'incidenza della volatilità dei prezzi. In tal senso, la proposta che la Commissione presenterà a breve sugli strumenti di mercato per il settore lattiero-caseario, rappresenta un'importante opportunità per mettere in campo quelle azioni necessarie a dare un segnale concreto agli allevatori europei e a tutto il settore agricolo nel suo insieme. Ed è anche arrivato il momento - ha concluso De castro - di rivedere il quadro delle regole sull'utilizzo di farine animali per alcune specie zootecniche come i non ruminanti".
Altri fattori della crisi: i costi di produzione (carburante, fertilizzanti e mangimi), l'aumento della competitività dei paesi non europei, i prezzi bassi pagati agli allevatori e gli elevati costi per conformarsi agli standard europei ambientali, di benessere degli animali, sicurezza alimentare e condizioni di lavoro.
La soluzione a questi problemi è stata approvata giovedì 11 novembre dal Parlamento, tramite delle linee guida. Dato che gli agricoltori europei del settore zootecnico devono rispettare una serie di standard ambientali e di qualità, il Parlamento ha chiesto alla Commissione di garantire che le importazioni dai paesi terzi rispettino le stesse norme; sempre il Parlamento ha inoltre chiesto di predisporre urgentemente meccanismi di mercato "flessibili ed efficienti"; nel contesto della revisione della Politica agricola comune (PAC), i deputati vogliono invece assicurare che il settore dell'allevamento sia adeguatamente finanziato e che sia garantito il giusto compenso agli agricoltori.