Oltre ad essere una stagione nefasta causa maltempo, per l'agricoltura si prospetta un ulteriore fronte di crisi in merito ai lavoratori stagionali. La Coldiretti ha lanciato l'allarme in un comunicato: nelle campagne servono almeno 35mila lavoratori stagionali extracomunitari, da autorizzare subito tramite la pubblicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per la definizione delle quote di ingresso, altrimenti la prossima campagna di raccolta primaverile rischia di saltare. Il provvedimento registra un ritardo di quasi due mesi.
Considerati i tempi tecnici, insiste il comunicato, “pubblicare al più presto il Decreto per autorizzare le assunzioni in tempi brevi e attraverso procedure trasparenti, veloci e semplificate, premia la virtuosità delle imprese regolari e viene a costituire, come dimostrato dai fatti, un importante volano di legalità sul territorio”. L'obiettivo è evitare che i ritardi burocratici possano diventare un pretesto per giustificare azioni irregolari o persino criminali.
L'entrata in vigore in tempi rapidi del Decreto sarebbe, inoltre, anche l'unica garanzia per permettere l'attuazione del ridisegno normativo rispetto al lavoro stagionale previsto con il recente D. lgs. n°5 del 9 febbraio 2012 sulle semplificazioni. Secondo un'analisi di Coldiretti, quasi un lavoratore su dieci nelle nostre campagne è straniero: la presenza dei lavoratori stranieri è salita a quota 112.515 di 149 diversi paesi ed oggi la forza lavoro estera rappresenta quasi il 9,54 per cento del totale impiegato in agricoltura.
I lavoratori vengono prevalentemente dall'area neo-comunitaria (Romania, Slovacchia e Polonia), mentre per quanto riguarda gli extracomunitari si è stabilizzato il numero di albanesi ed ex-yugoslavi per vedere l'aumento di asiatici (in particolare indiani) e nordafricani (marocchini).
Sono principalmente distribuiti nel Veronese, nel Friuliano, in Emilia Romagna ma anche in Piemonte e nel Trentino i distretti agricoli dove i lavoratori immigrati rappresentano una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale. La presenza di lavoratori immigrati - conclude la Coldiretti - è divenuta indispensabile per le produzioni di qualità.
V.R.