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Creare la Banca della Terra: la proposta dei giovani della Cia

Un archivio pubblico dei terreni demaniali da destinare ai giovani agricoltori per incoraggiare gli investimenti nel settore primario

professione - 17 giugno 2011

Sono la scarsa disponibilità di terra, la burocrazia esasperata, la mancanza di agevolazioni per l’acquisto e per il subentro in azienda a frenare il turn over nei campi e a fare dell’Italia il “fanalino di coda” in Europa per numero di giovani alla guida delle imprese, con una percentuale del 3,4% di under 35 e del 7% di under 40.

Il primo ostacolo da superare per offrire una possibilità ai giovani è la difficoltà nell’acquisizione di terra coltivabile. Per questo l’Agia-Cia propone l’istituzione della Banca della Terra, un archivio pubblico gestito dall’Ismea che raccolga i terreni demaniali da destinare ai giovani agricoltori. Una banca dati facilmente fruibile in grado di offrire un quadro completo della disponibilità del bene terra in tutto lo Stivale.

L’altro grande intoppo al ricambio generazionale è il costo della burocrazia. È proprio dallo snellimento delle varie procedure amministrative complesse e dispendiose che devono venire le risorse per l’imprenditoria giovanile. “Non siamo d’accordo -afferma il presidente dell’Agia, Luca Brunelli - con chi vuole recuperare le risorse per i giovani inserendo un tetto minimo degli aiuti alle imprese previsti dalla Pac, che significa indebolire ancora di più delle realtà che, invece, sono indispensabili per la salvaguardia, la tutela e il presidio del territorio. Bisogna, piuttosto, legare il premio Pac alla capacità di fare impresa superando il criterio dello storico acquisito”.

Fondamentale è, inoltre, alleggerire i costi della burocrazia per recuperare un capitale che altrimenti andrebbe completamente perso. È incomprensibile come ancora, nell’era di Internet, ogni pratica per accedere agli aiuti europei per l’agricoltura debba costare, in termini burocratici, ben 350 euro”.

Sul fronte dei finanziamenti, necessari alle giovani leve, l’Agia auspica i sostegni al primo insediamento (legato a un progetto aziendale sostenibile); percentuali di finanziamento più elevate sui vari bandi e sul Psr per i giovani imprenditori agricoli; la riduzione dell’alto costo di avviamento; agevolazioni fiscali sulle assunzioni di personale e per i giovani imprenditori post-insediamento; l’incentivazione alla nascita di forme di collaborazione tra giovani o a maggioranza di giovani imprese; facilitazioni per l’accesso al credito.

O.O.

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