Dopo la bocciatura dei Projects -
E' scontro tra gli ingegneri
Gli ingegneri di Rimini facciano i tecnici, e non i politici. La loro 'romantica' idea di un lungomare senz'auto, di una città dove muoversi in bicicletta, va completamente contro quello che è il sistema e l'economia di Rimini". Non la manda a dire Massimo Totti, ingegnere e direttore del settore infrastrutture e mobilità del Comune di Rimini, ai colleghi e all'Ordine degli ingegneri.
I loro attacchi sui tre project financing per la riqualificazione del lungomare sono stati l'ultima goccia. Per gli ingegneri tanto il progetto di Nouvel per Coopsette, ritenuto dal Comune e dalla commissione istituita sui project (presieduta dallo stesso Totti) 'il più compatibile", quanto l'altro per il tratto dal porto a piazzale Kennedy, e firmato da de Smedt per lo Studio Altieri, "non sono in sintonia con la città, e con quanto è stato costruito intorno. E non affrontano il problema della viabilità". Accuse che Totti rispedisce il mittente, con gli interessi.
"La posizione che l'Ordine ha assunto sui project è totalmente sbagliata. E non è pensabile, come vuole l'Ordine, pedonalizzare completamente tutta la città nella zona mare. Forse ci si dimentica che Rimini è una città turistica, e i turisti arrivano (per lo più) in auto e in treno. La ferrovia non possiamo di certo spostarla, ma tantomeno possiamo impedire ai turisti di arrivare in auto agli hotel... Sarebbe un paradosso. Con i project, invece, cercheremo di eliminare il più possibile le auto, mettendole nei parcheggi interrati. Che saranno il doppio degli attuali".
La posizione degli ingegneri sui progetti per il lungomare, così come in passato su altre questioni ('penso al piano del sistema fognario, e ai vari piani urbani per la mobilità') spinge Totti a porsi parecchi interrogativi "su questa direzione dell'Ordine e della categoria. Che, quando pone il suo occhio critico sulla città, finge di non avere avuto responsabilità concrete nello sviluppo (e dunque nei problemi) di Rimini, ieri come oggi. Le infrastrutture non vengono realizzate solo dall'ente pubblico ma anche dai privati, che si affidano agli ingegneri". Totti invita l'Ordine e la categoria a "giudizi più cauti", visto che "alla Rimini di oggi, con le carenze e i problemi lamentati dagli ingegneri, hanno contribuito tutte le categorie professionali...". Compresi gli ingegneri.
Come dire: voi che criticate tanto, dove eravate negli anni in cui si costruivano a Rimini certi ‘mostri' e non si pensava a strade e parcheggi? "Invito il presidente dell'Ordine e i vari componenti del direttivo degli ingegneri - conclude Totti - a ritrovare un sereno e corretto confronto con le istituzioni, basato sul rispetto della parti, delle varie opinioni, sui valori di sobrietà, riservatezza e modestia".
In ultimo, il dirigente si difende da chi l'ha accusato di non essere all'altezza di giudicare i grandi architetti che hanno firmato i progetti del lungomare. "Nell'esaminarli, abbiamo pensato solo al bene della città".
di Manule Spadazzi (Il Resto del Carlino - 24/04/2009)