Entro quali limiti rilevano le plusvalenze nelle cessioni di aziende agricole? | Agrinews.info

Entro quali limiti rilevano le plusvalenze nelle cessioni di aziende agricole?

Entro quali limiti rilevano le plusvalenze nelle cessioni di aziende agricole?

Il sistema di tassazione catastale dell’agricoltura è nato in un contesto socio-economico ben preciso, dove le caratteristiche del settore avevano ispirato in ambito civilistico una normativa tutta improntata sul “doppio binario” impresa agricola/impresa commerciale.

Oggi, dopo la riforma del 2001 e il progressivo abbandono del c.d. statuto speciale dell’impresa agricola, le dinamiche sono notevolmente cambiate ma la normativa fiscale, sebbene aggiornata e riveduta, è rimasta ancorata al sistema di tassazione originario. In questo lasso temporale, tuttavia, l’agricoltura è cambiata; gli imprenditori agricoli rivendicano un loro ruolo più attivo e dinamico e il diritto a fare ricorso a strumenti giuridici più complessi e meno tradizionali. Nel contempo, l’essenzialità del loro lavoro richiede un’attenzione particolare da parte del legislatore, anche in termini di agevolazioni e semplificazioni.

Le attività agricole da sempre fruiscono di un regime agevolato relativo alla tassazione del reddito che producono.
In passato si è cercato di analizzare la sostenibilità di questo sistema impositivo, tuttavia più ci si allontana dall’esercizio ordinario dell’attività agricola esercitata in stretta connessione con il terreno, più emergono tante criticità, soprattutto quando si vengono a determinare fenomeni di natura straordinaria, come nel caso di cessione del complesso aziendale.

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