L'ex caserma Rossani di Bari è un'area strategicamente molto importante per il capoluogo pugliese: rappresenta l’ultima vasta area da riqualificare, a servizio di tre quartieri (Carrassi, San Pasquale, Murat) e tre poli universitari (Ateneo, Policlinico e Campus); un’area a ridosso delle fermate degli autobus extraurbani, delle stazioni ferroviarie locali (Appulo Lucane, Bari Nord e Sud Est) e nazionale, e difatto di cerniera tra il borgo ottocentesco e il tessuto urbano moderno e contemporaneo.
Per questo è previsto da diversi anni un progetto di riqualificazione che prevede la realizzazione di un polo integrato di servizi di carattere comunale e sovra comunale, la creazione di un laboratorio di quartiere, di uno spazio verde per tutta la città.
L’analisi delle alternative progettuali deve considerare una destinazione a verde e servizi pubblici; un recupero degli edifici esistenti senza aggiunta di nuovi edifici; una tutela delle alberature esistenti facenti parte del contesto di un bene monumentale vincolato dal Dlgs n.42/2004; un recupero/restauro degli edifici esistenti con criteri dell’abitare sostenibile LR n.13/2008; una riduzione del consumo del suolo e aumento della permeabilità; un utilizzo delle energie alternative e del risparmio energetico; un utilizzo di materiali riciclati e riciclabili e/o a Km. zero; un arricchimento della presenza di vegetazione anche in funzione ecologica; un riutilizzo delle acque piovane provenienti dai tetti in una rete duale; una progettazione partecipata o un concorso d’idee che tenga conto dei fabbisogni rilevati. Sono stati indicati suggerimenti per gli spazi verdi e i servizi pubblici.
E l'accordo è stato raggiungo in questi giorni, in Regione, alla presenza di Angela Barbanente, l'assessore regionale alla qualità del territorio e l'Assessore all'Urbanistica del Comune di Bari, Elio Sannicandro.
L’obiettivo condiviso di Regione e Comune sposa anche quelli comunitari, i cui fondi, i FESR, sono necessari per la riqualificazione dell’area. Fondi per un valore di 13milioni di euro, tanto è stato accordato dalla Regione al Comune, che in realtà sperava di riceverne 17, ma si sa, chi si accontenta gode, e comunque questa somma sarà sufficiente a ridimensionare la richiesta che il comune dovrà avanzare ad un partner privato.
A.U.