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Firmato il decreto che vieta la coltivazione mais OGM

Soddisfazione per Cia e ambientalisti, ma tra gli agricoltori c'è chi rimane deluso

varie - 08 aprile 2010

In Italia il mais ogm Mon810 non potrà  essere coltivato. Con le controfirme dei ministri della Salute Ferruccio Fazio e dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo al decreto predisposto dall’ex ministro dell’Agricoltura Luca Zaia è stata respinta «la richiesta di messa in coltura di ibridi di mais geneticamente modificati, contenente l’evento Mon 810, formulata dall’Azienda Dalla Libera Silvano». 

Lo annuncia il dicastero delle Politiche agricole, rispondendo così alle polemiche dell'opposizione, che chiedeva che tutte le firme necessarie fossero apposte per rendere efficace il provvedimento. «Sono davvero felice che i ministri Prestigiacomo e Fazio abbiano firmato il decreto che, di fatto, blocca le coltivazioni di un mais ogm» commenta la notizia l’ex ministro Luca Zaia.

La decisione è conforme alla presa di posizione del governo italiano sull'introduzione delle coltivazioni di patate Amflora deliberata dall’Ue recentemente. Anche in questo caso, infatti, il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia aveva escluso qualsiasi possibilità per questa coltura.

Soddisfazione per la decisione italiana è stata espressa da tutte le organizzazioni ambientaliste, da Greenpeace ai Verdi, e dalle associazioni che rappresentano gli agricoltori. «Non possiamo che esprimere la nostra soddisfazione per la decisione presa oggi dalla Commissione sementi che ha bocciato l’iscrizione dal registro di un mais Ogm», ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi il quale ribadisce che l’agricoltura italiana non ha bisogno di biotech.

In realtà anche in Italia non manca, tra gli agricoltori, chi puntava all'autorizzazione per coltivare ogm. La polemica promette di continuare.

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