Entro il 31 dicembre 2011, in base al regolamento 1999/74/Ce, tutte le gabbie negli allevamenti delle galline ovaiole dovranno avere le modifiche richieste dall'Unione Europea per assicurare il benessere degli animali. Per questo nelle varie regioni d'Italia la Coldiretti sta cercando di lavorare e soluzioni in grado di risolvere i problemi che potrebbero derivare dalla proroga di adeguamento negata dall'Ue.
Dal canto suo il Ministero delle Politiche agricole ha deciso di portare avanti due azioni: l'aumento del regime sanzionatorio nell'ottica di disincentivare il non rispetto della normativa (eccessiva densità e/o non arricchimento delle gabbie), e la definizione di azioni a sostegno alla riconversione. Queste ultime saranno inserite in un apposito decreto ministeriale "accordo di programma ovaiole", ancora in fase di definizione, nel quale verranno stabiliti anche i criteri per potervi accedere. Il decreto prevederà per le aziende una prima dichiarazione preventiva (maggio/giugno 2011) in cui presenteranno il proprio piano di adeguamento.
Il Parlamento europeo suggerisce anche di adottare misure sanzionatorie dissuasive per evitare che i singoli Stati membri non procedano all’applicazione del divieto in maniera totale ed esorta tutti gli Stati membri ad inserire nei loro Psr, le misure per aiutare il settore avicolo ad adeguarsi alla direttiva.
D’altra parte il rinvio della messa in atto del divieto accentuerebbe la disparità già oggi esistente tra gli allevamenti che hanno già eliminato le gabbie e quelli che ancora le utilizzano, a tutto danno del principio di salvaguardia della concorrenza.