I redditi degli agricoltori italiani tornano finalmente a rivedere la luce. L’aumento registrato nel corso del 2011, +11,4% rispetto al 2010, è un positivo segnale di inversione di tendenza, anche se non è stato colmato il pesante crollo del 30% degli ultimi dieci anni. Non solo. Il livello raggiunto è ancora inferiore a quello del 2005.
La Cia, commentando i primi dati diffusi da Eurostat, afferma che la manovra economica del governo Monti, “aumentando pesantemente i costi per le imprese, rischia di cancellare questo primo importante risultato”.
La ripresa dei redditi rappresenta tuttavia un elemento significativo poiché - avverte la Cia - interrompe una flessione continua che aveva accresciuto i problemi degli agricoltori. Dal 2000, infatti, non solo si è avuta una costante corrosione del reddito, ma anche una lievitazione (+20%) dei costi per i mezzi di produzione, dei contributi e di quelli burocratici che sono cresciuti di oltre il 15%, mentre i prezzi praticati sui campi sono scesi del 15%.
Il “colpo di grazia” per i redditi degli agricoltori italiani è venuto – secondo la Cia - nel 2009 quando sono crollati di oltre il 20%: il calo più accentuato degli ultimi dieci anni che, nonostante i dati positivi del 2004 e del 2008 (rispettivamente +3,5 e +2 per cento), aveva segnato, appunto, un continuo andamento al ribasso, con punte del -10,4% nel 2005 e del -3,4% nel 2006.
La Cia rileva che il reddito agricolo reale per agricoltore è aumentato in Europa del 6,7% nel 2011, dopo un primo aumento del 12,6% nel 2010. Questo incremento deriva in particolare dalla crescita del reddito agricolo reale (+3,9%), accompagnato da una riduzione della manodopera agricola (-2,7%).
C’è tuttavia da evidenziare - come segnala Eurostat - che tra il 2005 e il 2011 il reddito reale per lavoratore agricolo è aumentato del 18,3%, mentre l'apporto di manodopera è diminuita del 15,2%. A loro volta, i costi di produzione per gli agricoltori europei sono aumentati nel 2011 del 9,7%, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi di mangimi (16,8%), di concimi e fertilizzanti (14,6%), di energia e lubrificanti (11,8%), di sementi e piante (4,3%), insieme alla manutenzione delle strutture (3,8%).
O.O.
Variazione percentuale dei redditi agricoli in Europa nel 2011
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EU27 |
+6.7% |
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Romania |
+43.7% |
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Ungheria |
+41.8% |
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Irlanda |
+30.1% |
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Slovacchia |
+25.3% |
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Lussemburgo |
+25.2% |
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Repubblica Ceca |
+23.5% |
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Bulgaria |
+23.2% |
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Danimarca |
+20.2% |
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Estonia |
+19.4% |
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Germania |
+14.7% |
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Polonia |
+14.2% |
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Lettonia |
+12.3% |
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Austria |
+12.2% |
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Italia |
+11.4% |
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Slovenia |
+7.1% |
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Lituania |
+4.2% |
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Regno Unito |
+4.0% |
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Norvegia |
+2.4% |
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Svizzera |
+2.2% |
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Svezia |
+2.1% |
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Cipro |
+1.4% |
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Spagna |
-0.3% |
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Francia |
-2.6% |
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Croazia |
-4.1% |
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Grecia |
- 5.3% |
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Olanda |
-8.1% |
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Finlandia |
-9.6% |
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Portogallo |
-10.7% |
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Malta |
-21.2% |
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Belgio |
-22.5% |