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I redditi degli agricoltori italiani tornano a crescere

Le prime stime Eurostat parlano di un +11,4%, che comunque non colma il -30% registrato nell'ultimo decennio

professione - 29 dicembre 2011

I redditi degli agricoltori italiani tornano finalmente a rivedere la luce. L’aumento registrato nel corso del 2011, +11,4% rispetto al 2010, è un positivo segnale di inversione di tendenza, anche se non è stato colmato il pesante crollo del 30% degli ultimi dieci anni. Non solo. Il livello raggiunto è ancora inferiore a quello del 2005.

La Cia, commentando i primi dati diffusi da Eurostat, afferma che  la manovra economica del governo Monti, “aumentando pesantemente i costi per le imprese, rischia di cancellare questo primo importante risultato”.

La ripresa dei redditi rappresenta tuttavia un elemento significativo poiché - avverte la Cia - interrompe una flessione continua che aveva accresciuto i problemi degli agricoltori. Dal 2000, infatti, non solo si è avuta una costante corrosione del reddito, ma anche una lievitazione (+20%) dei costi per i mezzi di produzione, dei contributi e di quelli burocratici che sono cresciuti di oltre il 15%, mentre i prezzi praticati sui campi sono scesi del 15%.

Il “colpo di grazia” per i redditi degli agricoltori italiani è venuto – secondo la Cia - nel 2009 quando sono crollati di oltre il 20%: il calo più accentuato degli ultimi dieci anni che, nonostante i dati positivi del 2004 e del 2008 (rispettivamente +3,5 e +2 per cento), aveva segnato, appunto, un continuo andamento al ribasso, con punte del -10,4% nel 2005 e del -3,4% nel 2006.

La Cia rileva che il reddito agricolo reale per agricoltore è aumentato in Europa del 6,7% nel 2011, dopo un primo aumento del 12,6% nel 2010. Questo incremento deriva in particolare dalla crescita del reddito agricolo reale (+3,9%), accompagnato da una riduzione della manodopera agricola (-2,7%).

C’è tuttavia da evidenziare - come segnala Eurostat - che tra il 2005 e il 2011 il reddito reale per lavoratore agricolo è aumentato del 18,3%, mentre l'apporto di manodopera è diminuita del 15,2%. A loro volta, i costi di produzione per gli agricoltori europei sono aumentati nel 2011 del 9,7%, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi di mangimi (16,8%), di concimi e fertilizzanti (14,6%), di energia e lubrificanti (11,8%), di sementi e piante (4,3%), insieme alla manutenzione delle strutture (3,8%).

O.O.

Variazione percentuale dei redditi agricoli in Europa nel 2011

EU27

+6.7%

Romania

+43.7%

Ungheria

+41.8%

Irlanda

+30.1%

Slovacchia

+25.3%

Lussemburgo

+25.2%

Repubblica Ceca

+23.5%

Bulgaria

+23.2%

Danimarca

+20.2%

Estonia

+19.4%

Germania

+14.7%

Polonia

+14.2%

Lettonia

+12.3%

Austria

+12.2%

Italia

+11.4%

Slovenia

+7.1%

Lituania

+4.2%

Regno Unito

+4.0%

Norvegia

+2.4%

Svizzera

+2.2%

Svezia

+2.1%

Cipro

+1.4%

Spagna

-0.3%

Francia

-2.6%

Croazia

-4.1%

Grecia

- 5.3%

Olanda

-8.1%

Finlandia

-9.6%

Portogallo

-10.7%

Malta

-21.2%

Belgio

-22.5%

 

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