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Il compost come agrofarmaco naturale

Si può arricchire di microrganismi in grado di contenere lo sviluppo di patogeni o per curare le malattie delle piante, permettendo di evitare l'uso di agrofarmaci di sintesi

fitosanitari - 11 giugno 2010

Non tutti i compost sono uguali. Da uno studio sperimentale portato avanti da AgriNewTech, uno spin-off dell'Università di Torino nasce il compost che agisce come farmaco per le piante o addirittura per la decontaminazione di acque e terreni inquinati.

Dunque non solo come fertilizzante, ma grazie alla ricca microflora sviluppatasi al suo interno, il compost può avere anche un effetto naturale di contenimento dei parassiti delle piante e comportarsi quindi come un agrofarmaco naturale, rendendo le piante più sane e resistenti.

Gli studi condotti dall'azienda sfruttano questa interessante proprietà del compost per curare le piante in modo sostenibile e a basso impatto ambientale. In alcuni casi è in grado di arricchire il compost con microrganismi per renderlo un prodotto più efficace, di alta qualità e in grado di contenere lo sviluppo di numerosi patogeni delle piante, in altri di utilizzare microrganismi antagonisti isolati da compost per curare le malattie delle piante, permettendo di evitare l'uso di agrofarmaci di sintesi.

Tali microrganismi sono, infatti, in grado di ridurre lo sviluppo dei patogeni, di rubare loro spazio e risorse nutritizie, di produrre sostanze ad attività antibiotica e di instaurare simbiosi con le piante ospiti, favorendone lo sviluppo e difendendole dai microrganismi dannosi.

Inoltre la microflora del compost è naturalmente selezionata per degradare alcune sostanze tossiche e metalli pesanti che si trovano nei rifiuti sottoposti a trattamento di compostaggio, per cui è allo studio anche la possibilità di utilizzare compost e microrganismi da esso isolati per il bio-risanamento di siti inquinati, decontaminando acque o terreni nei quali siano presenti, ad esempio, idrocarburi.

E non solo: si può ottenere perfino dalle plastiche biodegradabili, contribuendo così alla chiusura completa del loro ciclo produttivo. Le plastiche biodegradabili possono essere, infatti, trasformate in compost da utilizzare per produrre biomasse dalle quali estrarre polimeri utilizzabili per la produzione di nuove plastiche biodegradabili.

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