I risultati di uno studio pubblicato solo lo scorso 7 giugno pare fossero noti al mondo scientifico già 30 anni fa: il pesticida Roundup della Monsanto, a base di glifosato, può provocare difetti alla nascita in animali di laboratorio.
I ricercatori, a conferma di tale rischio, hanno effettuato per mesi delle analisi e hanno scoperto che le colture geneticamente modificate su cui si usa Roundup contengono un agente patogeno che può causare aborti begli animali.
Il rapporto è stato realizzato da un gruppo internazionale di ricercatori ed è stato intitolato "Roundup and birth defects: is the public being kept in the dark?".
Claire Robinson, coautore dello studio, ha spiegato: “Sembra che ci sia stata una deliberata volontà di coprire la verità da parte dell’industria chimica (spiegabile ma non giustificabile) e di chi doveva controllare (inspiegabile e ingiustificabile). Tutto ciò sulla pelle della sicurezza pubblica. Anche perché il Roundup non viene utilizzato solo in agricoltura, ma anche nel giardinaggio, nei parchi e nelle aree verdi delle scuole, grazie alla falsa informazione che sia sicuro”.
Intanto pare che qualcosa si stia muovendo, Don Huber, professore emerito presso la Purdue University, ha scritto una lettera aperta al Ministro dell'Agricoltura americano Tom Vilsack, in cui ha scritto: "E' ben documentato che il glifosato favorisce la patogenenesi del terreno ed è già coinvolto nell'aumento di oltre 40 malattie delle piante, ma smantella le difese delle piante dai chelanti, sostanze nutrienti vitali, e riduce la biodisponibilità dei nutrienti negli alimenti per animali, e ciò a sua volta può causare disturbi di origine animale".
Forse è arrivato il momento di riesaminare alcuni pesticidi, la Commissione UE pare però che abbia fatto passare in sordina una direttiva che fissa la data della revisione al 2015, non solo per il Roundup ma anche per altri 38 prodotti.
A.U.