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Imprese agricole: diversificare e' la parola chiave

È quanto emerge dalla ricerca di Nomisma "Diversificazione economica in agricoltura: dall'agriturismo all'agrinido"

Argomenti - 02 febbraio 2012

In Italia sono 108.780, pari al 6,5% del totale, le aziende agricole che praticano la multifunzionalità: agriturismi, pet therapy, agrinido, bioenergie e master chef rurali. Dal 2000 al 2010 il valore economico della diversificazione è passato da 5 a 9,8 miliardi di euro, arrivando a una incidenza del 20% della produzione agricola.

Sono questi i principali risultati emersi dalla ricerca condotta da Nomisma “Diversificazione economica in agricoltura: dall’agriturismo all’agrinido”, presentata oggi a Fieragricola, in corso a Verona fino al 5 febbraio.

Se ad innescare la diversificazione produttiva in agricoltura restano motivazioni economiche - grazie alla multifunzionalità il 58% delle aziende intervistate ha dichiarato di aver aumentato la propria redditività d’impresa -, la scintilla per una nuova avventura imprenditoriale in agricoltura scocca grazie ad un’idea del conduttore (per 1 su 4), ma anche per fattori territoriali: il 20% degli intervistati ha scelto infatti di diversificare per la presenza in aree a forte vocazione turistica.

Secondo la ricerca, il fatturato delle attività connesse incide mediamente per il 31% sul reddito complessivo aziendale. Reddito che risulta in aumento, in particolare, per le aziende medio-grandi (sia in termini di superficie agricola utilizzabile che di fatturato), localizzate in pianura e nel Centro-Nord, il cui conduttore è di sesso maschile con meno di 40 anni.

Rilevante anche la propensione all’investimento multifunzionale: il 61% delle aziende dichiara che nei prossimi 5 anni introdurrà in azienda nuove attività. In cima alla graduatoria delle possibili attività da inserire figurano i corsi di cucina per promuovere prodotti e tradizioni locali (42%).

Ma l’azienda agricola mette in campo anche altre opportunità. Il 10% del campione ritiene che possa avere successo l’agri-trekking, i percorsi guidati fra i campi e i boschi, così come la raccolta collettiva dei prodotti agricoli. Ma c’è anche chi scommette sul welfare e sul ruolo delle fattorie “sociali”, che rappresentano ad oggi una realtà di circa 3mila imprese su tutto il territorio nazionale.

O.O.

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