Venerdì 6 e sabato 7 maggio, un gruppo di esperti di agricoltura biologica e sostenibilità, hanno incontrato ambientalisti e operatori locali delle isole Eolie per valutare la fattibilità di un bio distretto delle isole minori.
Il gruppo ha fatto base sull’isola di Stromboli, dove ha incontrato operatori agricoli, turistici ed associazioni, guidati da Aimée Carmoz, vera animatrice del progetto e da Giulia Cecconi, geologa, milanese di nascita e liparese di adozione.
Il bio-distretto aspira ad essere un luogo dove la filosofia del biologico, come modello di produzione e di consumo responsabile, si realizzi concretamente nell’uso sostenibile di tutte le risorse naturali dell’arcipelago.
Sono stati avviati incontri con le autorità politiche dell’arcipelago, che proseguiranno nelle prossime settimane, partendo dalle realtà dell’isola di Salina, dove il gruppo di esperti ha incontrato gli amministratori locali dei comuni di Santa Marina Salina, Malfa e Leni.
Le qualità ambientali delle isole eolie sono note e rendono pregevoli le eccellenze eno gastronomiche.
Costituitosi un “Gruppo Promotore del Bio-distretto”, questo provvederà nei prossimi giorni a delineare un piano per la definizione dell’idea di “Biodistretto delle isole minori” e ad individuare gli atti e le fasi di adesione del più ampio partenariato possibile. Si tratta, infatti, di un progetto aperto, che vuol coinvolgere tutte le realtà locali, a cominciare da Lipari e dalle isole di Vulcano, Panarea, Alicudi e Filicudi, che possono rivestire un ruolo chiave anche in questa fase di avvio del progetto.
Un primo importante appuntamento è previsto per la prossima estate, quando si pensa di organizzare un incontro pubblico per presentare l’ipotesi di lavoro e costruire il più ampio consenso e la più ampia partecipazione popolare e istituzionale intorno al progetto di Bio-Distretto.
C.C.