ISTAT: previsioni di semina delle principali colture erbacee
Diffusi dall'Istat i dati della rilevazione campionaria sulle intenzioni di semina delle principali colture erbacee relativi all'annata agraria 2008-2009. L'indagine, svolta annualmente tra novembre e dicembre presso i conduttori di aziende agricole, rileva, tramite intervista telefonica, le semine effettuate nel corso dell'annata agraria precedente e le intenzioni di semina per quella corrente.
Le informazioni statistiche prodotte, diffuse con dettaglio ripartizionale (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole), consentono di disporre tempestivamente di indicazioni previsionali sulle superfici investite a ciascuna coltivazione agricola nell'annata agraria in corso. I risultati sono riferiti alle risposte di un campione di oltre 8 mila aziende agricole.
Qui di seguito, i principali risultati della rilevazione statistica.
Nell'annata agraria 2008-2009 le intenzioni di semina delle principali coltivazioni agricole sembrano tener conto di alcuni dei fattori che hanno, in parte, caratterizzato la passata campagna agraria: il consolidamento nell'applicazione della nuova Politica Agricola Comunitaria (PAC) - basata sul principio del disaccoppiamento - la turbolenza del mercato e la conseguente diminuzione dei prezzi dei
principali prodotti agricoli. L'andamento al ribasso dei prezzi ha reso più difficile, per gli agricoltori,
l'organizzazione delle semine della campagna agraria corrente, come dimostra anche l'aumento dei terreni a riposo (set-aside).
Mentre nella precedente annata agraria la spinta dei prezzi e le prospettive di incrementi di redditività avevano indotto molti agricoltori ad investire nelle colture cerealicole, attualmente si prevede
un'inversione di tendenza a favore delle superfici a semi oleosi.
Si rileva, rispetto all'annata agraria 2007-2008, una diminuzione per le superfici destinate a cereali (Tabella 1), in particolare a frumento duro (-2,9 per cento), tenero (-8,7 per cento) e a mais da granella (-4,3 per cento). Si prevede, invece, un aumento, ad eccezione del sorgo (-1,6 per cento), delle superfici dei cereali minori: avena (+6,6 per cento), riso (+4,1 per cento) e orzo (+1,5 per cento).
Una crescita significativa dovrebbe interessare le superfici destinate alla coltivazione dei semi oleosi, in particolare, la colza (+145,2 per cento, sebbene mantenga un'estensione limitata), la soia (+31,6 per cento) e il girasole (+28,6 per cento).
Le previsioni di semina, inoltre, rilevano sul fronte delle ortive una complessiva diminuzione delle
superfici investite sia a legumi freschi (-2,6 per cento) che ad altre ortive (-8,0 per cento) mentre
aumentano le superfici a legumi secchi ed in particolare fagioli e fave (+20,6 per cento).
Si attende, invece, una sostanziale stabilità della superficie investita a foraggere temporanee.
Le intenzioni di semina, infine, mostrano una dinamica positiva per la coltivazione della patata
(+17,0 per cento) e in misura minore per il pomodoro (+2,1 per cento).
La prevista diminuzione, a livello nazionale, delle superfici destinate a mais da granella é da
ricondurre, in primo luogo, ad un consistente disinvestimento nelle regioni del Nord-Est (-9,3 per
cento). L'aumento delle superfici destinate alla coltivazione di colza dovrebbe interessare
soprattutto le regioni del Nord-Est (+170,2 per cento) e del Centro (+120,1 per cento).
Si rilevano, inoltre, andamenti territoriali discordanti per quanto riguarda le superfici investite a
mais da foraggio e a barbabietola da zucchero, che diminuiscono al Centro (rispettivamente -14,0 e
-14,2 per cento) contrariamente a quanto si osserva nelle altre aree.
Per quanto riguarda il pomodoro, infine, si attende un calo delle superfici al Sud.
Le dinamiche di sostituzione e complementarietà tra coltivazioni
Per approfondire l'analisi degli orientamenti degli agricoltori e descrivere gli effetti di sostituzione
tra colture (ovvero la tendenza a praticare avvicendamenti o rotazioni tra tipi di colture) nella
Tabella 3 si riporta la distribuzione delle aziende rispetto al tipo di variazione della superficie
investita ad ogni singola coltura, nonché l'entità media delle variazioni.
Quale indicatore del grado di avvicendamento tra le colture è stata considerata, per ciascuna di
esse, la percentuale di aziende agricole che presentano, nell'annata agraria 2008-2009, aumenti o
riduzioni della superficie investita rispetto all'annata agraria precedente. Le aziende con superficie
in aumento comprendono sia quelle che prevedono di ampliare i terreni già investiti ad una
determinata coltura nell'annata agraria precedente, sia quelle che hanno intenzione di cambiare il
piano colturale introducendo una coltivazione non effettuata prima. Il criterio opposto vale per le
aziende con superficie in diminuzione.
L'analisi rileva che nei settori fortemente regolamentati, come quello del riso e del tabacco, e in
quello delle foraggere, che è meno soggetto al fenomeno della rotazione delle colture e ai
mutamenti del mercato, prevalgono le aziende che hanno mantenuto invariata la superficie
destinata a queste colture. Si osserva una minore sostituzione anche per le superfici investite a
ortive e a patate.
Per la quasi totalità delle altre colture considerate, invece, si registra un maggiore dinamismo tra
incrementi o riduzioni di superfici investite dalle aziende interessate. Particolarmente soggette ad
un aumento delle superfici sono le coltivazioni di semi oleosi: le aziende che prevedono di
ampliare i propri investimenti sono quasi i due terzi nel caso della colza e del girasole e poco
meno della metà per la soia.
Al contrario, le coltivazioni dove è più elevata la quota di aziende che prevedono di disinvestire in
termini di superficie sono il frumento tenero e fagioli/fave. In quest'ultimo caso, tuttavia, la
superficie media disinvestita (1,3 ettari) è compensata da un aumento medio (3,7 ettari) che
determina una variazione positiva della superficie complessiva.
Per altre informazioni, consultare il sito http://www.istat.it