Si sono sempre dati per scontati il valore economico delle funzioni svolte dal patrimonio boschivo italiano ma se si potesse dare ad esso un valore monetario sarebbe intorno ai 6 miliardi di euro l'anno. Tanto vale, in termini economici, l'attività dei nostri boschi e delle nostre foreste. È quanto emerge da uno studio esclusivo del mensile "Geo" che rivela il valore economico delle funzioni svolte dal nostro patrimonio boschivo "attività che l'umanità ha sempre dato per scontato, ma che sono al contrario essenziali per la nostra esistenza".
È, infatti, fondamentale la capacità dei nostri boschi di assorbire i gas nocivi presenti nell'aria: un "lavoro" che vale intorno ai 169,4 euro per ettaro ogni anno. E poi c’è la produzione di cibo, che vale all'incirca 96,2 euro per ettaro, fino alla depurazione dei rifiuti organici (167 euro per ettaro/anno). Da non trascurare inoltre il valore ricreativo e culturale che svolgono gli spazi verdi italiani: basti dire che questa voce vale 73,1 euro per ettaro ogni anno.
La ricerca di Geo si basa sulla teoria dei "servizi degli ecosistemi", un concetto introdotto da economisti come Hermann Daly e Robert Costanza negli anni Novanta del secolo scorso.
Si tratta di un modo diverso di leggere la situazione economica di un paese, al quale forse andrebbe prestata maggiore attenzione. Fino ad oggi non si è tenuto conto dell’importante lavoro svolto dall’ambiente proprio perché considerato non gravoso ma in considerazione delle attuali emergenze in ambito economico e ambientale, sono considerazioni che fanno riflettere.