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L'energia nasce nella stalla

L'innovativo progetto di un'azienda agricola toscana genererà 2,6 MW di energia elettrica e termica da biogas e fotovoltaico

ambiente - 01 marzo 2011

Una potenza green di 2,6 megawatt tra energia elettrica e termica da biogas e fotovoltaico e un taglio di circa 7.000 tonnellate di CO2 l’anno. È quanto renderà possibile il progetto dell’azienda agricola Fattorie Toscane a Santa Luce (Pisa), nel cuore di un territorio ad alto valore ambientale e paesaggistico che da tempo scommette sull’economia verde basata su energie rinnovabili e agricoltura di qualità.

Si tratta di uno dei primi allevamenti di grandi dimensioni nella regione con 2.500 capi, che punta a unire la tradizionale linea di produzione di bovini da carne, in prevalenza femmine scottona allevate secondo i rigidi canoni di qualità, a quella dell’energia da fonti rinnovabili. Ma la novità è che il biogas, in prevalenza metano, sarà estratto solo utilizzando gli scarti aziendali come il letame, a differenza di altri impianti che usano cereali togliendoli quindi all’alimentazione umana.

In più sarà impiegato un nuovo prototipo di essiccatore che trasformerà una parte degli scarti in concime ad alto valore biologico. Sono queste le linee guida del progetto di Fattorie Toscane presentato sabato scorso. Il biogas sarà estratto da un mix di biomassa di origine zootecnica, il letame composto in massima parte da stalliere permanenti su paglia per circa il 95% del totale e sansa di olive di provenienza aziendale.

Dopo un processo di fermentazione di circa 30–40 giorni, grazie all’azione congiunta di vari microrganismi in appositi contenitori, si svilupperà una grande quantità di gas, in prevalenza metano, che sarà poi utilizzato in un cogeneratore per produrre energie elettrica e termica. In totale la potenza sarà pari a un megawatt, per una produzione di circa 8.000 MWh di energia elettrica l’anno, in grado di soddisfare il consumo per più di 1.200 famiglie.

In più sarà prodotto un megawatt di energia termica, acqua calda di recupero, che sarà utilizzata per l’essiccazione di quella parte di biomasse che non saranno trasformate in biogas. Si tratta del cosiddetto “digestato”, il substrato residuo del processo di fermentazione che diventerà concime biologico ricco di elementi organici e di elevato valore agronomico. Queste caratteristiche ne rendono indicato l’uso come fertilizzante in alternativa ai tradizionali concimi chimici.

La produzione di energia in un impianto di biogas prodotto da digestione di biomasse agricole, è un processo a bilancio zero di CO2 e quindi rientra nel pieno rispetto del Protocollo di Kyoto. La produzione e vendita di energia prodotta da un impianto a biogas da materia prima agricola costituisce poi un concreto esempio di attività economica “sostenibile”, capace di apportare notevoli benefici all’azienda agricola, al territorio e all’ambiente nel suo complesso.

Insieme alla centrale di biogas sarà riqualificata tutta la stalla già esistente con il conseguente miglioramento del benessere animale. Saranno realizzate opere di mitigazione e fasce alberate per ridurre l’impatto visivo degli impianti e prevista l’installazione di una copertura sul tetto con pannelli fotovoltaici, per una potenza nominale di 600 kW per una produzione di energia elettrica, sempre immessa in rete, pari a 753 MWh annui.

Il progetto un costo complessivo di circa 9 milioni di euro e la prima fase, quella che riguarda la produzione del biogas, sarà realizzata entro l’anno. “Pensiamo di ammortizzare i costi del biogas in tre anni – spiega Gianni Pesce, titolare di Fattorie Toscane – sia grazie alla vendita dell’energia ma anche abbattendo i costi come quelli dei trasporti del 90% e quelli per lo smaltimento del letame. In più, saremo autosufficienti per quanto riguarda l’utilizzo dei concimi, miglioreremo tutta la qualità ambientale dell’area e abbiamo in programma l’assunzione di 5 nuovi dipendenti”.

di O.O.

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