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L’agricoltura biologica è un successo in crescita

Mangiare bio non è più per pochi e i suoi prodotti sono sempre più diffusi

agroalimentare - 22 settembre 2009

Nonostante la crisi, in controtendenza con l’agroalimentare convenzionale, i consumi di prodotti biologici continuano a crescere nelle tavole delle famiglie italiane.

«Il settore del biologico sta attraversando un vero e proprio boom – ha affermato il ministro dell’agricoltura Luca Zaia in occasione di ”Sana” a Bologna. – Basti pensare che nei primi sei mesi dell’anno le vendite bio nella grande distribuzione hanno raggiunto i 350 milioni, con una crescita in volume dell’8,5%».

Le variazioni delle vendite non risultano omogenee nelle varie categorie di prodotti sia perchè il consumatore si è spostato dall’acquisto di “prodotti finiti” a “ingredienti”, sia perchè il periodo ha suggerito una moderazione dei prezzi che, per alcune referenze, sono addirittura scesi (l’incremento di fatturato, infatti, si è fermato al 7,4%).

«Il mercato biologico italiano – aggiunge Zaia – è stimato essere tra i 2,8 e i 3 miliardi di euro, con circa 1,8 miliardi di vendite al dettaglio in negozi specializzati, supermercati, vendite dirette, consegne a domicilio e gruppi d’acquisto (il resto è destinato all’export e alla ristorazione). Vorrei anche evidenziare che l’importanza del settore va al di là del puro successo economico: i prodotti biologici rappresentano infatti il simbolo di un’agricoltura di qualità messa in atto dai nostri agricoltori che non credono nelle “scorciatoie” e che intendono fornire risposte precise ai cittadini che, con sempre maggiore insistenza, reclamano alimenti sani e sicuri».

Ma se i consumi crescono lo stesso non si può dire per quanto riguarda la produzione bio.

L’Italia, infatti, per la prima volta dopo molti anni, ha perso il primato europeo a favore della Spagna che si consacra così come 6° produttore mondiale (dopo Australia, Argentina, Brasile, Cina e Usa).

La distribuzione degli operatori sul territorio nazionale vede confermato, come per gli anni passati, il primato della Sicilia (7.524 unità), seguita a ruota dalla Calabria. Il principale orientamento produttivo è rappresentato dai cereali (231.569 ha), seguito da olivo (114.472), vite (40.480), ortaggi (29.825) e frutta 25.856 (esclusi agrumi, frutta secca e piccoli frutti). Contribuiscono abbondantemente alla superficie bio il foraggio verde da seminativi (205.758 ettari) e prati permanenti (224.619).

Intervenendo al Sana Zaia ha affermato la volontà di «fare promozione alla grande per far conoscere il nostro biologico in Europa» sottolineando l’impegno del governo nel sostegno dell’agricoltura biologica e di qualità e assicurando che «in finanziaria ci sarà sicuramente tutto quello che serve al comparto agricolo».

In questo momento le risorse impegnate dal MIPAAF per lo sviluppo del biologico ammontano a 35 milioni di euro. I primi 15 milioni, impegnati nel programma di azione 2005-2007, attualmente in corso di realizzazione, riguardano soprattutto progetti di internazionalizzazione, riorganizzazione della filiera e comunicazione. I 20 milioni relativi agli anni 2008-2009, che verranno invece impegnati nei prossimi mesi, sono previsti a sostegno di promozione, piano sementiero, interprofessione, organizzazione produttori, potenziamento dei controlli e informatizzazione dati.

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