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L'export dell'ortofrutta segna un -6,8% a febbraio

Nei dati dell'Istat confermata la crisi rilevata a gennaio; per la Cia le cause sono diverse, dalla paura per l'e-coli allo sciopero dei tir

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Pubblicato sul Canale agroalimentare il 17 aprile 2012

Il 2012 continua ad essere un anno “nero” per l'export agricolo: a segnalarlo è la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), che ha commentato i dati rilasciati dall'Istat sull'andamento del commercio con l'estero relativi a febbraio 2012.

Se le esportazioni agroalimentari (in particolare vino e parmigiano) segnano un ennesimo incremento (+12,7%), le vendite all’estero di prodotti ortofrutticoli freschi, quali legumi, ortaggi, agrumi e frutta fresca calano drasticamente del 6,8%. La performance negativa segue il segno meno di gennaio (-11,4%), ma anche il risultato deludente dello scorso anno.

Un dato preoccupante se si considera che il 2011 era già stato segnato da una profonda crisi: se l'anno scorso complessivamente l'export del “made in Italy” agroalimentare è cresciuto dell’8,5%, trainato soprattutto da vino (+12%), formaggi (+16%) e pasta (+7,4%), va registrato il dato complessivo negativo delle esportazioni di ortofrutta (-2,3%), trascinate in basso in particolare dall’andamento degli ortaggi (-9,4%).

La causa principale è da attribuire all’allarme sul “batterio killer”, che ha travolto mezza Europa e che ha bruciato per oltre un mese le spedizioni italiane all’estero con un danno di oltre mezzo miliardo di euro al settore. Un'emergenza - quella causata dal'e-coli – a cui vanno aggiunti i danni causati dalle ondate di maltempo e gelo (a novembre prima e a febbraio poi), con l'ulteriore aggravio del blocco dei tir, che ha fatto saltare più contratti e commesse oltreconfine agli agricoltori. Senza contare l’aumento costante dei costi di produzione e il parallelo crollo delle quotazioni all’origine per l’ortofrutta, che hanno scoraggiato molti a piantare con un aumento del 5,5% dei terreni lasciati a riposo.

A conclusione del commento, la Cia ricorda che “l’Italia con 36 milioni di tonnellate di ortofrutta prodotte ogni anno (per un valore di quasi 12 miliardi di euro) è e deve rimanere uno dei principali leader mondiali”. In questo senso, la Confederazione invoca “una politica di promozione efficace sulle vetrine internazionali che riporti i prodotti della nostra agricoltura sulla scia positiva del successo dell’agroalimentare made in Italy nel mondo”.

V.R.



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