La situazione è di enorme difficoltà per le imprese agricole italiane: in un comunicato della Cia, il portavoce, il presidente Giuseppe Politi, descrive la fase attuale come un’emergenza. “Oltre ai costi produttivi e contributivi, che con la manovra del governo Monti e con gli irrefrenabili rincari del gasolio, continuano a crescere in maniera preoccupante e insostenibile, e ai prezzi sui campi non più remunerativi, lo scenario è aggravato dai debiti, dalla contrazione del credito bancario e dalle ‘ganasce tributarie’”. Il rischio è che molti agricoltori finiscano per cedere alla criminalità organizzata o all’usura.
Gli investimenti nel comparto agricolo si assottigliano sempre più, a fronte dell’aumento di debiti e sacrifici: accessi ai finanziamenti bancari sempre più difficili, richieste di rientro dal credito in crescita ed istruttorie severissime. Ne deriva, ovviamente, una limitazione totale di progetti di ristrutturazione, di riconversione e di sviluppo. In una situazione simile, gli imprenditori agricoli si vedono costretti a rivolgersi ad altre fonti finanziarie. “Siamo in presenza di un’assurda vessazione che sta mettendo alle strette tantissime aziende agricole, impossibilitate a operare con la dovuta efficacia imprenditoriale.