Siti del circuito Teknoring



  homepage/ News / Zootecnia / La direttiva comunitaria fissa a 170Kg il carico di azoto consentito

La direttiva comunitaria fissa a 170Kg il carico di azoto consentito

Unicaa si fa promotrice di uno studio sulla provenienza non solo agricola dell'inquinamento da nitrati

zootecnia - 18 maggio 2011

UNICAA, il frutto di una sinergia di alto profilo tra la sezione agroalimentare di Confcooperative (Fedagri) e la società SISA - Servizi Integrati Sistemi Agroalimentari, affronta la questione della direttiva Nitrati. L’occasione è offerta dalla prossima applicazione definitiva della direttiva comunitaria 91/676 in materia di protezione delle acque dall’inquinamento causato da nitrati di origine agricola.  Il carico medio di azoto consentito dalla direttiva è fissato attualmente a 170 kg per ettaro di superficie agricola a fronte del precedente limite di 340 kg per ettaro. La drastica riduzione comporta per molte aziende zootecniche diversi problemi nella gestione degli effluenti di allevamento.

È di questi giorni l’annuncio dell’approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni di uno schema d’accordo finalizzato a predisporre, entro l’anno in corso, uno studio per la definizione dei carichi inquinanti attribuibili ai settori civili e produttivi.

Il presidente di UNICAA, Giambattista Merigo, considera l’accordo come un passo avanti, nel riconoscimento, da parte dell’Unione Europea, della derivazione non solo dal mondo agricolo dell’inquinamento da nitrati.  

Tuttavia, i tempi stringono in vista della definitiva decisione di Bruxelles sulla richiesta di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna di derogare al limite dei 170 kg di azoto di origine zootecnica per ettaro.

Il punto di vista di UNICAA, di cui è portavoce Merigo, sottolinea la necessità di istituzioni ed imprese di trovare soluzioni di medio e lungo termine, che rendano effettivamente più sostenibile l’attività di coltivazione e di allevamento, cogliendo le opportunità che spesso si annidano perfino nell’imposizione di vincoli. Il mondo agricolo, infatti, sarà chiamato ad investire con una mentalità diversa nel settore agro energetico ed a recuperare sistemi colturali più sostenibili e meno invasivi, ma non per questo meno efficienti.

C.C.

sul canale zootecnia
Commenta questo articolo.

Per scrivere un commento devi essere registrato!

Se non ti sei ancora registrato clicca qui

Scrivi qui il tuo commento
Effettua il login

In evidenza