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La mappa del Dna del pomodoro e' completa

Grazie alla ricerca internazionale con partecipazione italiana, sara' possibile migliorare la produzione

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Pubblicato sul Canale agroalimentare il 01 giugno 2012

La ricerca internazionale condotta dal Consorzio per il Genoma del Pomodoro, in cui l’Italia ha avuto un ruolo importante grazie al contributo di Giovanni Giuliano dell'Enea, di Luigi Frusciante dell'Università Federico II di Napoli e di Giorgio Valle dell'Università di Padova, ha portato a compimento la mappa del Dna del pomodoro.

Ai risultati dello studio la rivista Nature ha dedicato la copertina dell’ultimo numero e la rilevanza è indubbia: la produzione dei pomodori ne risulterà migliorata, con maggiori possibilità di combattere parassiti e siccità. Come ha sottolineato Giovanni Giuliano, “il pomodoro è la seconda pianta orticola più coltivata al mondo, dopo la patata e ogni anno se ne producono circa 120-130 milioni di tonnellate”.

Dalle analisi si sono ricavate informazioni sui geni che controllano le caratteristiche del frutto e hanno implicazioni anche per migliorare la qualità di altre specie di piante e frutti carnosi con caratteristiche simili a quelle dei pomodori, fra cui fragole, mele, meloni, banane.

Grazie allo studio è stato sequenziato il Dna del Solanum lycopersicum, la specie di pomodoro coltivata, e del Solanum pimpinellifolium, la specie progenitrice selvatica. La famiglia cui appartengono è quella delle Solanacee, in cui rientrano la patata, il peperone e la melanzana e piante ornamentali come la petunia. La sequenza del loro Dna ha svelato una delle basi molecolari grazie a cui le solanacee sono riuscite a adattarsi a diversi ecosistemi, oltre all’ordine e struttura dei 35.000 geni che le compongono.

Sembra che 60 milioni di anni fa il genoma del pomodoro si sia triplicato all’improvviso, disperdendo poi in seguito i propri geni triplicati e tornando pianta diploide, formata quindi da coppie di geni. I geni superstiti si sono specializzati fino a controllare le caratteristiche principali della pianta, il tempo di maturazione, la sua pigmentazione e consistenza.  

Del Consorzio del Genoma fanno parte ricercatori del Cnr, dell’Università di Udine e della Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa. Gli studi italiani hanno avuto il supporto del Miur, del Mipaf e dall’Ue.

C.C.



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