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Le facoltà di agraria si arricchiscono di nuovi corsi

Agricoltura biologica, salvaguardia del paesaggio, biotecnologie e molto altro per i nuovi studenti in agraria

professione - 18 agosto 2009

Crescono le facoltà universitarie dell'area verde, volte a colmare un'esigenza di formazione altamente qualificata e approfondita nel contesto emergente del nostro Paese. I più recenti indicatori del mercato interno mettono in evidenza una sostenuta crescita della domanda di prodotti biologici, ancora di gran lunga superiore all'offerta, nonostante la forte espansione che sta attraversando l'agricoltura biologica in Italia.

L'offerta formativa, oltre che sulla produzione animale e vegetale, sull'enologia, sulle scienze forestali, spazia dalla gastronomia alle biotecnologie agrarie, dalle certificazioni di qualità alla sicurezza alimentare. Lo sottolinea Confagricoltura che, sull'ultimo numero della rivista per i giovani, "Agricoltura Nuova", fornisce un utile approfondimento sulle università che ruotano attorno all'agricoltura.

Come si diventa esperti in grado di riconoscere e usare le piante a scopi curativi? C'è, si legge in una nota di Confagricoltura, un master in "Sostanze organiche naturali", presso la Facoltà di Matematica e Fisica, e di Farmacia de La Sapienza di Roma, rivolto a chimici, biologi, agronomi, farmacisti. Gli sbocchi professionali sono nella ricerca e produzione nell'industria farmaceutica e chimica, nell'informazione scientifica, oltre che nei settori dell'omeopatia, dell'erboristeria, della cosmetica e dell'alimentazione.

Come si diventa specialisti qualificati in tema di tutela e salvaguardia del paesaggio? Seguendo il master europeo di primo livello su "Paesaggio, Salvaguardia, Gestione e Pianificazione" dell'Università di Salerno. Il corso è itinerante e per il 2009/2010 sarà organizzato in Francia e poi in Spagna.

Le "classiche" Facoltà di Agraria sono 23 in tutta Italia e vantano di preparare laureati che generalmente svolgeranno attività lavorative coerenti con i propri studi. Rispetto ai colleghi di altre facoltà, quelli di Agraria lavorano di più già nel periodo universitario e compiono maggiori esperienze di stage e tirocinio. Unica pecca, secondo Confagricoltura, è il fatto che il laureando e il laureato in agraria conoscono poco le lingue straniere a partire proprio dall'inglese che è diventato indispensabile.

Fonte: Confagricoltura

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