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Lebbra dell'olivo

Un batterio invasivo che rischia di essere letale per la olivicoltura pugliese

fitosanitari - 28 marzo 2011

"I cambiamenti climatici cui stiamo assistendo, come l'aumento delle temperature e delle piogge autunnali, ma anche gli eventi calamitosi sempre piu' frequenti, hanno consentito la diffusione anomala e invasiva della lebbra dell'olivo. 

Gli oli ottenuti dalla lavorazione di partite di olive infette hanno raggiunto livelli di elevata acidita', anche fino a 12 - 13 gradi e, nei casi di attacco massiccio della 'lebbra' addirittura superiori". 

Lo ha dichiarato l'assessore alle Politiche Agricole della Regione Puglia, Dario Stefano, che prosegue spiegando che "oltre alle condizioni climatiche, con le abbondanti piogge degli ultimi due anni proprio nel periodo di ingrossamento e maturazione delle olive, a favorire lo sviluppo del morbo contribuiscono anche particolari condizioni agronomiche, quali elevata umidita' e dimensioni delle piante che aumentano l'umidita' stessa delle chiome e limitano la circolazione dell'aria e la penetrazione della luce".

La malattia, il cui nome scientifico è Colletotrichum gloeosporioides, si è diffusa in modo anomalo per la stagione nei territori di Brindisi e Lecce, per una superficie di circa 152mila ettari. Gravi sono le ripercussioni economiche, il danno si aggira infatti intorno ai 53 milioni di euro e le le entrate per le imprese agricole del 37,72% rispetto alle medie del triennio

L'Osservatorio Fitosanitario, inoltre, in collaborazione con la Facolta' di Agraria dell'Universita' di Bari, i Consorzi di difesa delle produzioni intensive e il Consorzio di Bonifica "Ugento e Li Foggi", sta predisponendo alcuni campi sperimentali per approfondire il comportamento eco-epidemiologico degli agenti della lebbra, individuare i momenti piu' idonei per eseguire gli interventi chimici e verificare l'efficacia di nuovi formulati rispetto a quelli a base di rame che allo stato attuale sono gli unici registrati sulla coltura.

Le azioni di indirizzo sono state pubblicate sul Bollettino della Regione Puglia n.40 del 16 marzo 2011.

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