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Miele: la produzione ritorna abbondante

Dopo la moria del 2008 grazie al divieto dei neonicotinidi le api tornano alle arnie

zootecnia - 15 dicembre 2009

Le arnie sono tornate a riempirsi e le api sono più produttive che mai. Queste le buone notizie per gli amanti del buon miele, dopo il disastroso 2008, in cui il settore apicolo aveva subito un’acuta crisi. Dopo l’introduzione del divieto dell'uso in agricoltura dei concianti delle sementi a base di neonicotinidi, infatti, la produzione mostra una decisa ripresa.

Nei primi sei mesi del 2009 si assiste ad un’eccellente e abbondante produzione soprattutto del pregiato miele di acacia, il più ambito tra i mieli toscani. Per il resto dell'anno in corso va invece registrata l'influenza negativa sulla produzione della siccità estiva, che fa prevedere un magro raccolto soprattutto per quel che riguarda il miele di castagno.

Sono queste le considerazioni sull'andamento stagionale raggiunte concordemente dagli uffici regionali che seguono il settore e dalle associazioni di categoria, Associazione regionale produttori apistici toscani (Arpat), Toscanamiele e Associazione apicoltori province toscane (Aapt).

La collaborazione tra Regione Toscana e associazioni dei produttori ha prodotto, tra le altre cose, il 'Progetto Ligustica', operante da tre anni e teso a preservare le caratteristiche autoctone della razza Apis mellifera ligustica, ecotipo toscano che presenta pronunciate caratteristiche genetiche di resistenza alle malattie.

Ad oggi il progetto ha realizzato tre apiari riserva, destinati alla salvaguardia, valutazione e monitoraggio delle linee genetiche provenienti dal territorio toscano; una stazione di fecondazione naturale sull'isola di Capraia; un centro di inseminazione strumentale, per la selezione e il miglioramento genetico; una rete di apicoltori custodi, allevatori di particolare esperienza capaci di individuare ogni anno le colonie di api con le caratteristiche più corrispondenti all'ecotipo toscano Ape Ligustica.

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