In seguito alla scoperta di nuovi casi di mozzarelle blu a Frosinone, dove lo scorso 4 gennaio sono stati sequestrati i prodotti che avevano subito gli effetti del batterio speudomonas fluorescens, a causa della scarsissima igiene si è mossa tempestivamente Coldiretti. In primis, i direttori delle sedi del Lazio e Frosinone, Aldo Mattia e Paolo De Cesare, hanno ringraziato pubblicamente il questore De Matteis per il suo intervento rapido ed efficace. Questo è avvenuto durante l’incontro svoltosi ieri 9 gennaio, durante il quale, però, Coldiretti si è rivolta al Ministero della Salute, perché intervenga a chiarire una situazione grave, benché non allarmante.
“Diamo atto dell’impegno e della sollecitudine con la quale il Questore ha inteso accogliere positivamente la nostra richiesta di incontro”, commentano Mattia e De Cesare, tuttavia ritengono importante informare i consumatori dei risultati delle analisi eseguite dall’Asl e dell’azienda responsabile della sofisticazione delle mozzarelle. “Occorre far chiarezza e i nostri legali valuteranno se sussistono i presupposti per costituirci come parte civile insieme agli ignari acquirenti”.
Secondo Coldiretti, si tratta anche di tutelare la credibilità degli allevatori, infatti molti caseifici lavorano mirando a qualità e rintracciabilità del prodotto a vantaggio proprio della sicurezza.
Anche per questo bisogna smascherare quanti con alterazioni e sofisticazioni immettono sul mercato prodotti che di locale non hanno nulla e che penalizzano il lavoro dei nostri allevatori. E’ una situazione che si può arginare solo con provvedimenti definitivi circa l’etichettatura delle produzioni, basilari per il progetto di una filiera tutta agricola e tutta locale. Nella confezione delle mozzarelle non è, infatti, obbligatorio indicare la provenienza del latte impiegato ed è facile che venga spacciato come nazionale quello importato.
C.C.