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Agricoltura e agroalimentare: novità e semplificazioni nella legge n.154/2016

E' entrata in vigore la legge n. 154/2016 che delega il Governo a riformare il settore agricolo e agroalimentare attraverso azioni dirette alla semplificazione, razionalizzazione e allo sviluppo, supportando il graduale passaggio ai giovani della gestione dell’attività d’impresa agricola

riforma agricola
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E’ entrata in vigore il 25 agosto 2016 la legge 28 luglio 2016, n. 154, v. DdL n. 1328-B, “Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale”.

Il provvedimento agisce su più fronti, non solo su quello dei controlli e delle semplificazioni ma anche su quello dell’innovazione e del ricambio generazionale, cercando di incentivare un settore che da sempre assume una rilevanza fondamentale per l’economia del nostro Paese. Per una valutazione definitiva della riforma bisognerà attendere l’emanazione dei successivi decreti attuativi.

La legge porta con se numerose novità, tra cui spiccano:

  • l’istituzione presso l’ISMEA della “banca delle terre agricole” : un inventario completo della domanda/offerta dei terreni e delle aziende agricole;
  • l’estensione anche agli IAP (imprenditori agricoli professionali) della prelazione agraria, precedentemente riservata solo ai coltivatori diretti del fondo;
  • la nomina degli amministratori prevedendo che il riparto degli amministratori da eleggere nei consorzi di tutela, sia effettuato in base a un criterio che assicuri l’equilibrio tra i sessi;
  • lo sviluppo di norme ad hoc per specifici settori (pomodoro, funghicoltura, apicoltura,…)
  • la nascita del SIB, il Sistema informativo per il biologico.

 

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Semplificazione e sicurezza agroalimentare

La legge, che si suddivide in cinque titoli, definisce e regola diversi ambiti del settore agricolo.

In tema di semplificazione (Titolo I), i temi rilevanti su cui si è intervenuti, riguardano:

  • il fascicolo aziendale, escludendo dall’aggiornamento i produttori di olio destinato esclusivamente all’autoconsumo la cui produzione non supera 350 kg di olio per campagna di commercializzazione;
  • il diritto di prelazione, prevedendo che spetti all’imprenditore agricolo professionale (IAP) iscritto nella previdenza agricola, proprietario di terreni confinanti con fondi offerti in vendita, purché sugli stessi non siano insediati mezzadri, coloni, affittuari, compartecipanti o enfiteuti coltivatori diretti;
  • le attività di controllo previste dal decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 2 marzo 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 103 del 5 maggio 2010, stabilendo che a decorrere dall’anno 2017, i costi relativi siano sostenuti dai destinatari degli incentivi;
  • la nomina degli amministratori prevedendo che il riparto degli amministratori da eleggere nei consorzi, sia effettuato in base a un criterio che assicuri l’equilibrio tra i sessi e conseguente aggiornamenti degli statuti;
  • l’obbligo per i proprietari di strade private di consentire il passaggio di tubazioni per l’allacciamento alla rete del gas di utenze domestiche o aziendali, compresa l’installazione di contatori, nonché il passaggio di tubazioni per la trasmissione di energia geotermica;
  • lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura favorendo i processi di affiancamento economico e gestionale nell’attività d’impresa agricola, allo scopo del graduale passaggio della gestione dell’attività d’impresa agricola ai giovani;
  • lo svincolo delle indennità espropriative giacenti, autorizzando le ragionerie territoriali dello Stato competenti per territorio a consentire alle articolazioni provinciali delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale, la consultazione dell’elenco delle indennità e dei dati personali degli aventi titolo, nonché a rilasciare ad esse copia della relativa documentazione;
  • la determinazione degli importi del contributo ambientale da versare al CONOE  (Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti) e che devono essere pagati in occasione della prima immissione del prodotto, sfuso o confezionato, nel mercato nazionale;
  • l’obbligo per le imprese agricole, singole o associate, ad aderire ai consorzi e ai sistemi di raccolta previsti dalla parte IV del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico Ambientale), attraverso le articolazioni territoriali delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale alle quali aderiscono, la cui iscrizione è efficace nei riguardi di tutti gli associati;
  • la disciplina dell’esercizio dell’attività di manutenzione del verde.

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Razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica

Un’attenzione particolare è rivolta al settore ippico nazionale (Titolo II), nonché al riordino dell’assistenza tecnica agli allevatori per il rilancio del settore. E’ prevista l’istituzione di un organismo sottoposto alla vigilanza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, cui demandare le relative competenze.

E’ prevista una riorganizzazione dell’AGEA  (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) e dell’attuale sistema di gestione e di sviluppo del  SIAN (Sistema informativo agricolo nazionale), nonché l’istituzione presso l’ISMEA, della Banca delle terre agricole, con l’obiettivo di costituire un inventario completo della domanda e dell’offerta dei terreni e delle aziende agricoli, che si rendono disponibili anche a seguito di abbandono dell’attività produttiva e di prepensionamenti.

Competitività e sviluppo delle imprese agricole e agroalimentari

E’ prevista una maggiore collaborazione tra PA e produttori agricoli (Titolo III) ai quali saranno fornite gratuitamente, informazioni sui contributi europei disponibili nonché l’assistenza e le informazioni necessarie.

La fruizione degli aiuti sarà resa più agevole grazie all’elaborazione di specifiche procedure per la gestione le nuove richieste.

Il titolo IV emana delle disposizioni specifiche relative ai singoli settori produttivi.

 

Rifiuti agricoli

Sono escluse dalla gestione dei rifiuti (Titoli V) le materie fecali, la paglia, gli sfalci e le potature nonché ogni altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso, destinati alle normali pratiche agricole e zootecniche o utilizzati in agricoltura, nella silvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa, anche al di fuori del luogo di produzione ovvero con cessione a terzi, mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana.

Infine al Titolo VI dove, tra le disposizioni finali, è prevista la copertura finanziaria dei decreti legislativi.

 

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