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Il grano torna per un giorno al centro delle politiche nazionali dell’agricoltura

Con il piano nazionale cerealicolo si prevedono investimenti per certificare grano, pane e pasta italiani

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Tra i provvedimenti in arrivo per risollevare le sorti del mercato dei cereali una Commissione unica nazionale per il rilevamento dei prezzi del grano duro, un nuovo strumento assicurativo per proteggere i ricavi delle aziende agricole, e un marchio unico volontario per il grano, il pane e la pasta certificati ottenuti al 100% con grano nazionale.
E ancora: soldi da investire dalle politiche nazionali, per dare certezze alle certificazioni: 20 milioni di euro.

Ecco cosa è emerso al tavolo nazionale della filiera cerealicola, convocato a Roma a fine luglio dal Ministero per le Politiche agricole, agroalimentari e forestali per un confronto, tra i rappresentanti regionali, quelli delle organizzazioni agricole industriali e non, sull’andamento del mercato nazionale, sulle prospettive di breve e medio periodo e per condividere nuove azioni di contrasto alla crisi del settore.

Durante il confronto al tavolo di filiera sono stati analizzati gli andamenti di mercato dei cereali, con un particolare focus sul crollo del prezzo del grano rilevato nelle ultime settimane. Per far fronte a questa situazione il ministro ha illustrato alcune proposte operative per un intervento complessivo sul settore.

In particolare il ministero ha presentato alla filiera sei azioni da intraprendere in vista della formazione di un vero e proprio piano nazionale cerealicolo:
Fondo da 10 milioni di euro inserito nel decreto legge enti locali. Si tratta di un primo stanziamento per dare avvio a un organico piano nazionale cerealicolo e sostenere investimenti anche infrastrutturali per valorizzare il grano di qualità 100% italiano.
• Creazione di una Commissione unica nazionale per il grano duro. L’obiettivo è favorire il dialogo interprofessionale e rendere più trasparente la formazione del prezzo.
• Conferma degli aiuti accoppiati europei Pac per il frumento che equivalgono a circa 70 milioni di euro all’anno fino al 2020 per quasi 500 milioni investiti nei sette anni di programmazione.
Rafforzamento dei contratti di filiera, per proseguire negli investimenti che hanno visto 50 milioni di euro impiegati dalla filiera cerealicola. I nuovi bandi in autunno prevedono un budget totale di 400 milioni di euro (metà in conto capitale e metà in conto interessi) ai quali potranno attingere anche i progetti legati al grano.
Marchio unico volontario per grano e prodotti trasformati, per dare maggiore valore al grano di qualità certificata, che rispetti il disciplinare del sistema di qualità della produzione integrata e risponda a determinati requisiti organolettici.
• Sperimentazione dalla prossima campagna di un nuovo strumento assicurativo per garantire i ricavi dei produttori proteggendoli dalle eccessive fluttuazioni di mercato. Un modello innovativo che è allo studio e che verrà presentato alla Commissione Ue per il via libera.

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