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La mela dalla polpa rossa

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Passeggiando per caso vicino al santuario del Pelingo, nel Comune di Acqualagna, il Prefetto dell’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Urbino, la professoressa Giovanna Giomaro, ha scoperto una mela (non OGM) che vede associate le due caratteristiche, polpa rossa e sapore dolce-fruttato.Una mela particolare perché, a differenza di altre mele già note dalla buccia e polpa rossa non è acida.

Ciò è avvenuto qualche anno fa, in seguito, dopo che i due alberi di mele, trovati durante una delle tante ricognizioni nella natura della docente, sono stati tagliati, la professoressa, sostenuta dal sindaco di Acqualagna Andrea Pierotti e dal parroco del Santuario del Pelingo don Gianluigi Carciani, ha raccolto le marze e le ha inviate al Centro Sperimentale Agro e Forestale Laimburg del Variety Innovation Consortium Sout Tyrol (BZ), diretto da Markus Bradlwarter, per iniziare la riproduzione, ancora non commerciale, di altri esemplari di piante ottenute per innesto.

A proposito della sua scoperta la professoressa Giovanna Giomaro ha affermato: “Ci sono già state ricerche messe a punto dai ricercatori della Sezione di Biologia Vegetale dell’Università di Urbino ed è stata pubblicata una ricerca sull’aroma del frutto fatta in collaborazione con Chimica Bioorganica e Biofarmacia dell’ Università di Pisa. Attualmente presso l’Orto Botanico urbinate sono in corso studi anche sui composti volatili dei fiori di un bel colore rosso-violaceo e intensamente profumati. I ricercatori urbinati hanno eseguito inoltre analisi quantitative sulla produzione di antocianine responsabili del colore rosso della sua buccia e in particolare della sua polpa, sostanze di cui si conosce il ruolo chiave che rivestono nella salute dell’organismo umano grazie alla loro comprovata azione antiossidante. Questa azione, infatti, può risultare particolarmente importante per quanto riguarda la protezione dell’apparato cardiovascolare e nei confronti di altre malattie come quelle tumorali. Le nostre ricerche hanno evidenziato una elevata percentuale di antociani e i dati verranno completati da analisi qualitative eseguite presso il Dipartimento di scienze Farmaceutiche dell’Università di Firenze”.

A.U.

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