L'agricoltura Made in Italy supera quella francese, il valore aggiunto e' del +11% | Agrinews.info

L’agricoltura Made in Italy supera quella francese, il valore aggiunto e’ del +11%

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Giungono i primi dati presentati durante il Summit nazionale promosso da Coldiretti sulla riforma della Pac, tenutosi ieri 29 novembre 2011 a Roma, cui hanno partecipato, oltre al presidente della Coldiretti Sergio Marini, il Commissario Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Dacian Ciolos, il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania e Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. Riguardo al regolamento della proposta di riforma della Pac è intervenuto, invece, come specialista, Giovanni La Via.

Dall’analisi, sulla base del trend del +11% del valore aggiunto agricolo del primo semestre dell’anno, l’Italia risulta più avanti rispetto alla Francia, conquistando il mercato europeo, nonostante la sua superficie coltivata sia la metà di quella francese. Nello specifico, ogni ettaro dei terreni agricoli italiani ha prodotto il doppio di quelli francesi, degli spagnoli e tedeschi, e il triplo degli inglesi; inoltre, il numero di occupati per unità di superficie ha raggiunto il triplo di quelli in Francia, Spagna e Germania.

La Coldiretti sottolinea che questi dati sono il frutto dell’impegno degli agricoltori italiani all’insegna della quantità, ma soprattutto della tipicità e qualità del prodotto italiano, come confermano anche l’aumento record del 24% delle bottiglie spedite all’estero di spumante italiano e quello del 12% delle esportazioni di formaggi Made in Italy. Fra i primati italiani, vi è inoltre quello della produzione biologica, con un terzo delle imprese biologiche europee, nonchè quello dei prodotti tipici con 233 prodotti a denominazione o indicazione di origine controllata dall’UE.

Tutti questi elementi devono essere tenuti in conto per la riforma della Pac, come conferma Marini, per assicurare all’Italia le risorse necessarie a mantenere e migliorare simili risultati. Anche la leadership italiana in termini di sicurezza alimentare, dovrebbe evitare, anziché favorire, le penalizzazioni previste: l’Italia, infatti, versa all’Unione Europea più di quanto riceva.

C.C.

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