MOCA: sanzioni in arrivo per chi viola le norme sui Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti | Agrinews.info

MOCA: sanzioni in arrivo per chi viola le norme sui Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti

Entrano in vigore il prossimo 2 aprile le sanzioni, inquadrate nel DLgs 10 febbraio 2017 n. 29, per le violazioni relative ai materiali e oggetti in materiale plastico destinati al contatto con alimenti

imballaggi alimenti
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Entrano in vigore il prossimo 2 aprile le sanzioni previste per le violazioni della normativa europea sui materiali e oggetti in materiale plastico destinati al contatto con alimenti.

Produttoridistributori di imballaggi in plastica possono essere multati fino ad un massimo di 80mila euro per violazione delle norme previste nel Regolamento (Ce) n. 1935/2004 e negli altri regolamenti relativi ai materiali a contatto con alimenti: n. 1895/2005 (derivati epossidici), n. 2023/2006 (buone pratiche di fabbricazione), n. 282/2008 (materiali e oggetti in plastica riciclata), n.450/2009 (materiali attivi e intelligenti), n.10/2011 (materiali e oggetti in plastica). Tra le principali violazioni per le quali è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria si segnalano:

  • produzione e commercializzazione di prodotti che costituiscano un pericolo per la salute umana;
  • violazione limiti di migrazione previsti, deterioramento delle caratteristiche organolettiche, mancato rispetto delle buone pratiche di fabbricazione;
  • violazione degli obblighi di comunicazione, di rintracciabilità  o in materia di etichettatura.

 

Decreto Legislativo 10 febbraio 2017, n. 29

Sulla Gazzetta Ufficiale del 18 marzo 2017 è stato pubblicato il Decreto Legislativo 10 febbraio 2017  n. 29, recante “Disciplina sanzionatoria per la violazione di disposizioni di cui ai Regolamenti (Ce) n. 1935/2004, n. 1895/2005, n. 2023/2006, n. 282/2008, n. 450/2009 e n. 10/2011 in materia di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari e alimenti”, in vigore dal 2 aprile 2017.

Esso introduce – abrogando in parte il Decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n. 777 – sanzioni amministrative per la violazione del Regolamento (Ce) n. 1935/2004 concernente i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti, in seguito “MOCA” (su cui infra) e di altri regolamenti europei, tra cui quello recante norme sulle buone pratiche di fabbricazione dei MOCA (n. 2023/2006) e quello riguardante i MOCA in plastica (n. 10/2011).

 


Cosa sono i MOCA?

Sono definiti “materiali e oggetti a contatto con gli alimenti” (MOCA) quei materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti (utensili da cucina e da tavola recipienti e contenitori, macchinari per la trasformazione degli alimenti, materiali da imballaggio etc.). Con tale termine si indicano anche i materiali ed oggetti che sono in contatto con l’acqua ad esclusione degli impianti fissi pubblici o privati di approvvigionamento idrico.

Per approfondire consulta l’opuscolo Materiali a contatto con gli alimenti sul sito della Commissione europea


 

La normativa in materia di MOCA

Il fulcro della normativa in materia di MOCA è costituito dal Regolamento (Ce) n. 1935/2004.

Il principio alla base del citato Regolamento è quello di escludere ogni possibile trasferimento di sostanze dai MOCA ai prodotti alimentari in quantità tali da mettere in pericolo la salute umana e da comportare una modifica sensibile della composizione dei prodotti alimentari o un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche. Il Regolamento n. 1935/2004 prevede (art. 25) che gli Stati membri stabiliscano le sanzioni (che devono essere effettive, proporzionate e dissuasive) in caso di violazione e che adottino i provvedimenti necessari per la loro applicazione.

Si noti che a tale Regolamento si aggiunge la normativa comunitaria “verticale”, ossia avente ad oggetto specifici materiali (materie plastiche, vetro etc.) – tra cui, a titolo esemplificativo, il suindicato Regolamento n. 10/2011, nonché, in quanto compatibile, quella adottata dal legislatore nazionale (in parte antecedente all’adozione del predetto Regolamento).

 

I contenuti del nuovo decreto

Il provvedimento in oggetto è adottato in attuazione della delega al Governo prevista, in generale, dall’articolo 2 della legge n. 154/2014.

Con riferimento al regolamento 1935/2004, esso sanziona, tra l’altro:

i) l’operatore economico che immette sul mercato o utilizza in qualunque fase della produzione, della trasformazione o della distribuzione MOCA che trasferiscono ai prodotti alimentari componenti in quantità tale da costituire pericolo per la salute umana o da comportare una violazione dei limiti di migrazione globale laddove previsti (art. 2, commi 1 e 2);

ii) l’operatore economico che etichetta, pubblicizza, o presenta MOCA con modalità idonee ad indurre in errore i consumatori circa l’impiego sicuro e corretto dei materiali e degli oggetti in conformità della legislazione alimentare (art. 2, c. 4);

iii) l’operatore economico che, avendo importato, prodotto, trasformato, lavorato o distribuito MOCA, essendo a conoscenza della loro non conformità, non avvia immediatamente (o comunque prima che intervenga la verifica dell’autorità competente), le operazioni di ritiro dei prodotti difettosi, o comunque non fornisce ai consumatori immediatamente (o comunque prima che intervenga la verifica dell’autorità competente) adeguate informazioni sui gravi rischi per la salute umana che possono derivare, direttamente o indirettamente, dai MOCA (art. 5, c. 1).

E’ altresì previsto che l’etichettatura di cui all’art. 15 del Regolamento 1935/2004 debba essere redatta in lingua italiana, nel caso di commercio in Italia (art. 4, c. 1).

Inoltre, il D.Lgs. 29/2017 introduce l’obbligo, per gli operatori economici, di comunicare all’autorità territorialmente competente gli stabilimenti che eseguono le attività di cui al Regolamento 2023/2006 (produzione, trasformazione e distribuzione di MOCA), ad eccezione degli stabilimenti in cui si svolge esclusivamente l’attività di distribuzione al consumatore finale (art. 6, c. 1). Tale comunicazione è ricompresa nella registrazione o riconoscimento di cui ai Regolamenti Ce n. 852/2004 e n. 853/2004, qualora applicabili (art. 6, c. 2). Gli operatori economici che già operano devono adeguarsi alle predette disposizioni entro 120 giorni dall’entrata in vigore del D.Lgs. 29/2017 (art. 6, c. 3).

Infine, il D.Lgs. 29/2017 disciplina la contestazione e l’estinzione di violazioni “di lieve entità” in relazione alle modalità della condotta e all’esiguità del danno o del pericolo (art. 11): in tal caso, l’organo che provvede all’accertamento procede alla contestazione ex art. 14 della Legge 689/1981, diffidando il trasgressore a regolarizzare le violazioni, ad adoperarsi per elidere o attenuare le eventuali conseguenze dannose o pericolose dell’illecito, e fornisce al trasgressore le prescrizioni necessarie per ottemperare alla diffida. L’ottemperanza alla diffida entro il termine fissato nella stessa determina l’estinzione degli illeciti; in caso, invece, di mancata ottemperanza, si procede con ordinanza/ingiunzione all’irrogazione della sanzione amministrativa (ai sensi dell’art. 18 della Legge 689/1981). Il D. Lgs. 29/2017 rinvia, per quanto non previsto dallo stesso, alle disposizioni di cui alla 689/1981 (art. 14).

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