Olio d'oliva: occorre una strategia di rilancio | Agrinews.info

Olio d'oliva: occorre una strategia di rilancio

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Spagna, Italia, Grecia e Portogallo coprono oltre il 70% dell’offerta mondiale di olio. Una produzione che nell’Europa meridionale ha impegnato, nel 2007, oltre 5 milioni di ettari di superficie.

Ma oggi occorre una valida strategia per rilanciare l’intero settore e proprio per questo Copa Cogeca, l’associazione di rappresentanza delle organizzazioni e delle cooperative agricole, ha presentato un documento alla Commissione Europea nel quale vengono analizzati i punti di debolezza del settore e vengono avanzate alcune proposte per risanare il settore. Tra i punti di debolezza annoverati nel documento troviamo la considerazione che nel settore dell’olio d’oliva la qualità non è sufficientemente ripagata e la differenza di prezzo fra gli oli vergini e i lampanti si riduce sempre di più.

Da questo divario fra le forze in campo deriva un trend dei prezzi penalizzante per gli oli d’oliva che continuano la propria tendenza al ribasso. «Rispetto al 2003 – si legge nel documento del Copa- Cogeca – il valore della produzione è crollato del 45%. I prezzi sono scesi del 15,2% nel 2009 e attualmente non coprono i costi di produzione».

A questi vanno aggiunti secondo i responsabili del Copa-Cogeca altri tre punti critici: non esistono in Europa meccanismi efficaci per la gestione delle crisi che evitino nuovi crolli dei prezzi; nonostante sia previsto dalla normativa in vigore, non è consentito alle organizzazioni di produttori di pianificare l’offerta; i consumatori non sono sufficientemente informati sulle caratteristiche legate alle differenti categorie di olio d’oliva e di olive da tavola.

E come si può rilanciare questo settore così importante? Ad esempio aggiornando i livelli di attivazione dei meccanismi di stoccaggio privato o tramite aiuti (inquadrati nell’ambito del regolamento 1234/07), che andrebbero riservati alle strutture di piccola dimensione che si impegnano a commercializzare il prodotto dei propri soci. Secondo l’associazione sarebbe opportuna anche una migliore comunicazione e promozione del prodotto, puntando sulle sue proprietà salutistiche e benefiche.

Il documento si conclude con una raccomandazione: «È necessario mantenere un sistema di dazi doganali perché una liberalizzazione in ambito mediterraneo sarebbe fatale per il settore olivicolo europeo».

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