Il Corpo Forestale entra nell' "Arma" | Agrinews.info

Il Corpo Forestale entra nell’ “Arma”

In vigore il decreto che stabilisce l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato all’interno dell’Arma dei Carabinieri. Il decreto riguarderà circa 7 mila agenti della Forestale, che diventeranno membri dei carabinieri e quindi militari

Corpo Forestale
image_pdf

Il Corpo Forestale  non non sarà più un autonomo Corpo di polizia.

Il 13 settembre 2016 è infatti entrato in vigore il Decreto legislativo del 19 agosto 2016, n. 177  (“Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato…”) che stabilisce l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato all’interno dell’Arma dei Carabinieri. Scendono così da 5 a 4 i corpi di polizia, viene potenziato il livello di presidio del territorio attraverso il rafforzamento dell’attuale assetto con la cooperazione della capillare rete di strutture dell’Arma. Spetta adesso al Governo  pubblicare un nuovo decreto che disciplini le modalità di scioglimento.

 

 

 

 

Cosa cambia

Il CFS viene di fatto soppresso e “assorbito” nell’Arma dei Carabinieri. I “forestali” (da non confondere con gli “operai forestali regionali”) vengono trasferiti nell’Arma dei Carabinieri, e militarizzati.

La decisione di assorbire il Corpo Forestale fa parte di uno dei decreti di attuazione della cosiddetta legge Madia sulla riforma della pubblica amministrazione, in particolare delle misure per la razionalizzazione delle forze di polizia che oggi in Italia sono cinque diverse:

  • la Polizia,
  • l’Arma dei Carabinieri,
  • la Guardia di Finanza,
  • la Polizia Penitenziaria
  • il Corpo Forestale (la guardia costiera fa parte della marina militare).

Le funzioni che verranno esercitate da parte dell’Arma dei Carabinieri saranno dunque (D.Lgs. n. 177/2016, art. 7, comma 2):

a) prevenzione e repressione delle frodi in danno della qualita’ delle produzioni agroalimentari;

b) controlli derivanti dalla normativa comunitaria agroforestale e ambientale e concorso nelle attivita’ volte al rispetto della normativa in materia di sicurezza alimentare del consumatore e di biosicurezza in genere;
c) vigilanza, prevenzione e repressione delle violazioni compiute in danno dell’ambiente, con specifico riferimento alla tutela del patrimonio faunistico e naturalistico nazionale e alla valutazione del danno ambientale, nonche’ collaborazione nell’esercizio delle funzioni di cui all’articolo 35 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;
d) sorveglianza e accertamento degli illeciti commessi in violazione delle norme in materia di tutela delle acque dall’inquinamento e del relativo danno ambientale;
e) repressione dei traffici illeciti e degli smaltimenti illegali dei rifiuti;
f) concorso nella prevenzione e nella repressione delle violazioni compiute in danno degli animali;
g) prevenzione e repressione delle violazioni compiute in materia di incendi boschivi;
h) vigilanza e controllo dell’attuazione delle convenzioni internazionali in materia ambientale, con particolare riferimento alla tutela delle foreste e della biodiversita’ vegetale e animale;
i) sorveglianza sui territori delle aree naturali protette di rilevanza nazionale e internazionale, nonche’ delle altre aree protette secondo le modalita’ previste dalla legislazione vigente, ad eccezione delle acque marine confinanti con le predette aree;
l) tutela e salvaguardia delle riserve naturali statali riconosciute di importanza nazionale e internazionale, nonche’ degli altri beni destinati alla conservazione della biodiversita’ animale e vegetale;
m) contrasto al commercio illegale nonche’ controllo del commercio internazionale e della detenzione di esemplari di fauna e di flora minacciati di estinzione, tutelati ai sensi della Convenzione CITES, resa esecutiva con legge 19 dicembre 1975, n. 874, e della relativa normativa nazionale, comunitaria e internazionale ad eccezione di quanto previsto agli articoli 10, comma 1, lettera b) e 11;
n) concorso nel monitoraggio e nel controllo del territorio ai fini della prevenzione del dissesto idrogeologico, e collaborazione nello svolgimento dell’attivita’ straordinaria di polizia idraulica;
o) controllo del manto nevoso e previsione del rischio valanghe, nonche’ attivita’ consultive e statistiche ad essi relative;
p) attivita’ di studio connesse alle competenze trasferite con particolare riferimento alla rilevazione qualitativa e quantitativa delle risorse forestali, anche al fine della costituzione dell’inventario forestale nazionale, al monitoraggio sullo stato fitosanitario delle foreste, ai controlli sul livello di inquinamento degli ecosistemi forestali, al monitoraggio del territorio in genere con raccolta, elaborazione, archiviazione e diffusione dei dati, anche relativi alle aree percorse dal fuoco;
q) adempimenti connessi alla gestione e allo sviluppo dei collegamenti di cui all’articolo 24 della legge 31 gennaio 1994, n.97;
r) attivita’ di supporto al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali nella rappresentanza e nella tutela degli interessi forestali nazionali in sede comunitaria e internazionale e raccordo con le politiche forestali regionali;
s) educazione ambientale;
t) concorso al pubblico soccorso e interventi di rilievo nazionale di protezione civile su tutto il territorio nazionale, ad eccezione del soccorso in montagna;
u) tutela del paesaggio e dell’ecosistema;
v) concorso nel controllo dell’osservanza delle disposizioni di cui alla legge 24 dicembre 2003, n. 363.
Sono invece trasferite al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, fra le altre, le competenze in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi e spegnimento con mezzi aerei.

Passano invece alla Polizia di Stato le funzioni svolte dal Corpo forestale in materia di ordine e sicurezza pubblica e di prevenzione e contrasto della criminalità organizzata in ambito interforze.

Infine, sono trasferite alla Guardia di Finanza le competenze in materia di soccorso in montagna, sorveglianza delle acque marine confinanti con le aree naturali protette e controllo doganale contro il commercio illegale di flora e fauna in via di estinzione.

 

Le reazioni del Sindacato SAPAF

Il SAPAF, il sindacato del Corpo forestale dello Stato, si è opposto all’assorbimento del corpo e il 12 settembre ha pubblicato un comunicato “di fuoco” . Secondo il sindacato l’assorbimento porterà alla perdita di importanti competenze professionali e a una diminuzione dell’efficacia nella lotta ai reati ambientali.

 

Il parere del Consiglio di Stato

Secondo il Governo, però, il mantenimento di un corpo autonomo non garantiva una maggiore efficienza nella lotta ai reati ambientali. Posizione condivisa dal Consiglio di Stato che nel suo parere sullo schema di decreto legislativo, affermava (Adunanza della Commissione speciale del 18 aprile 2016):

3.4.1. Innanzitutto si considera che è rispettato il principio del “riordino della funzioni di polizia in materia di tutela dell’ambiente, del territorio, del mare e della sicurezza agroalimentare”, in quanto il decreto legislativo dispone che il Corpo forestale è assorbito nell’Arma che esercita le funzioni già svolte dal Corpo previste dalla legislazione vigente, con l’eccezione delle competenze in materia di incendi boschivi trasferite al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alla vigilanza a mare dei parchi naturali assegnata alla Guardia di finanza (art. 7, comma 1).

Non vi sono, poi, dubbi, rispetto al principio di “riorganizzazione del Corpo forestale”, visto che la legge delega autorizza il suo eventuale assorbimento in altra forza di polizia e tale è l’Arma dei carabinieri.

Siffatta scelta appartiene all’apprezzamento discrezionale del Governo e, nel caso specifico, risulta pienamente condivisibile, non soltanto perché l’Arma ha sviluppato e consolidato nel tempo competenze specialistiche in campo ambientale e agroalimentare, ma anche perché le stazioni del Corpo forestale vanno ad affiancarsi al già capillare reticolo dei presidi dei Carabinieri con prevedibili riflessi postivi sulla qualità e sull’intensità del controllo del territorio.

Non è poi di minor rilievo la considerazione che i reati in materia ambientale e agroalimentare sono spesso appannaggio della criminalità organizzata, sicché l’azione di contrasto non può che trarre beneficio dal più esteso coinvolgimento dell’Arma, che dispone di unità dotate di specifiche potenzialità nell’attività investigativa e repressiva delle aggregazioni criminali più pericolose.”

 

Risparmi

Sono valutati in 122 milioni di euro in tre anni i risparmi derivanti dall’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri e dalla razionalizzazione dei presidi di polizia.

In particolare: (art.19 del decreto)

Disposizioni finanziarie

  1. I risparmi di spesa derivanti dagli articoli 3, 4, 5 e 7, al netto degli oneri di cui agli articoli 4, comma 5, 7, comma 3, 16 e 17 del presente decreto, pari a 7.970.000 euro per l’anno 2016, a 58.375.240 euro per l’anno 2017 e a 56.262.593 euro annui a decorrere dall’anno 2018, nonche’ quelli di cui all’articolo 12, comma 10, da accertarsi a consuntivo, per il 50 per cento sono destinati all’incremento dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3, comma 155, secondo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, ai fini della revisione dei ruoli delle forze di polizia di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), della legge 124 del 2015. Il restante 50 per cento e’ destinato al miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
    2. Le amministrazioni interessate dal presente decreto trasmettono annualmente al Parlamento per gli anni 2016, 2017 e 2018, una relazione concernente lo stato di attuazione del processo di razionalizzazione delle funzioni di polizia e dei servizi strumentali di cui al Capo II, volto anche a dimostrare l’effettivo raggiungimento dei risparmi di spesa indicati nel presente articolo.

 

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Il Corpo Forestale entra nell’ “Arma” Agrinews.info