Ecco la sostanza che "colora" le foglie di rosso, giallo e arancione | Agrinews.info

Ecco la sostanza che “colora” le foglie di rosso, giallo e arancione

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Autunno, il paesaggio attorno a noi cambia e le foglie degli alberi assumono colori affascinanti che vanno dal giallo al rosso. Ma la causa di questo cambiamento di colore era ancora ignota al mondo scientifico, fino ad oggi.

Un gruppo di ricerca austriaco guidato da Bernhard Krautler dell’universita’ di Innsbruck ha infatti scoperto una nuova sostanza prodotta dalla decomposizione della clorofilla nelle foglie che insieme con altre, sarebbe la causa del cambiamento di colore delle chiome degli alberi.

I ricercatori si sono concentrati sulle foglie dell’acero riccio e hanno scoperto una sostanza, chiamata diossolano, che indica un modello di decomposizione della clorofilla diverso rispetto agli altri alberi decidui. La sostanza e’ segno evidente, ha rilevato l’esperto, che “nell’acero riccio avviene un percorso di scomposizione della clorofilla che si differenzia dai percorsi precedentemente conosciuti relativi agli altri alberi”.

Durante la caduta delle foglie, gli alberi decidui riassorbono dalle foglie i nutrienti chimici, come l’azoto e i minerali. Questo meccanismo libera la clorofilla dalle proteine che normalmente sono legate ad essa. Ma in questa forma libera, la clorofilla puo’ danneggiare gli alberi durante le ore di luce. Per neutralizzarla, la clorofilla, deve essere resa inoffensiva attraverso un processo di scomposizione.
”Frammenti essenziali del puzzle di questo fenomeno biologico sono stati risolti solo negli ultimi venti anni” osserva Krautler.

Nelle foglie morte delle piante, aggiunge l’esperto, si accumulano varie molecole senza colore, i tetrapirroli, con una struttura di quattro atomi di azoto contenuti in 5 anelli di carbonio. Queste molecole sono state classificate come prodotti di decomposizione della clorofilla. Studiando pero’ l’acero riccio i ricercatori non hanno trovato questi prodotti di degradazione tipici di colore giallo-verde.

”Invece – ha sottolineato Krautler – il prodotto principale che abbiamo trovato e’ un diossolano che assomiglia a un prodotto di degradazione della clorofilla presente nelle foglie di orzo”.

A.U.

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