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Ecodiserbante: l’eccellenza è tutta italiana

Per eliminare le erbe infestanti, allontanare gli insetti nocivi per le piante, senza utilizzo di prodotti chimici, ma soprattutto per salvare la biodiversità

ecodiserbanti
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Nato dall’esigenza di salvaguardare la biodiversità, l’ecodiserbante è un’idea tutta italiana, frutto di anni di ricerche e sperimentazioni.

L’ecodiserbante, in buona sostanza, ha l’obiettivo di sostituirsi al tradizionale preparato chimico nocivo per le coltivazioni, per gli animali e per l’uomo. Notoriamente i pesticidi e gli erbicidi persistenti e bioaccumulabili, possono penetrare nella catena alimentare dell’uomo, creando, a lungo, un impatto negativo sull’organismo.

Nello specifico, questa tipologia di diserbante è costituito da un composto di scarti di malvasia, olio d’oliva, a cui si aggiungono le eccedenze delle lavorazioni vitivinicole, gli estratti dalla pulizia delle arnie e la lana di pecora, quest’ultima fulcro di quest’erbicida.

A ben vedere, sono tutti elementi di scarto, in grado di creare insieme un diserbante al cento per cento naturale che svolge la sua funzione non grazie agli agenti chimici, ma attraverso il vapore e il calore.

Ma come funziona?

L’acqua contenuta in cisterna raggiunge una temperatura di lavoro di 140 gradi in modalità ‘diserbo’. La pompa di pressione dell’acqua è azionata da un motore idraulico alimentato dal trattore mentre il bruciatore a gasolio della caldaia è azionato dalla batteria del trattore. Il processo avviene grazie all’acqua surriscaldata in modo graduale in conformità dello stato vegetativo dell’area da trattare, e garantisce un’essiccazione delle erbe infestanti già al primo passaggio. Mentre per l’eliminazione completa, mediamente sono necessari tre trattamenti l’anno.

Mettendo insieme questi elementi, la pianta intrappola il calore seccandosi già dopo due giorni dal trattamento. Inoltre le altre sostanze favoriscono un effetto prolungato senza creare problemi al suolo o alterare il suo ph.

A seconda della composizione, il biodiserbante può essere sfruttato per la protezione di orti, vigneti, frutteti e per il trattamento del verde urbano. E tutto, senza inquinare e con la massima sicurezza dei consumatori e degli agricoltori, che possono utilizzarlo senza mascherine o protezioni, in quanto tutti gli elementi sono naturali.

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