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Anbi chiede al governo di varare il 2° Piano irriguo nazionale

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“Serve un new deal per il territorio, di cui i Consorzi di bonifica saranno protagonisti moderni ed orgogliosi, strategici a questo nuovo modello di sviluppo”: è quanto ha affermato Massimo Gargano, presidente dell’Anbi, Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni, nell’intervento in occasione dell’Assemblea nazionale dell’associazione, svoltasi a Roma nei giorni scorsi e a cui hanno partecipato i rappresentanti dei circa 150 consorzi di bonifica operanti sul territorio nazionale.

Il territorio italiano “è stato vittima dell’uomo, che ha saputo trasformare la madre acqua in matrigna, accentuando le conseguenze di cambiamenti climatici, per altro indotti da un supposto progresso, grazie alla confusa, spesso abusiva ed illogica cementificazione del territorio, che continua a consumare centinaia di ettari al giorno”, ha detto il presidente. “Di fronte a questo scenario, possono bastare i documenti e le direttive europee oppure le dichiarazioni del Governo e le risoluzioni parlamentari? Evidentemente no; è necessario cambiare”.

Nel suo intervento Gargano ha descritto i Consorzi di bonifica come “protagonisti strategici” per il nuovo modello di sviluppo, in quanto “enti di straordinaria modernità, rispondenti ai nuovi indirizzi europei”, come confermato anche dalla recentemente approvata Pac 2014-2020. Il presidente ha voluto ricordare le varie azioni in cui i Consorzi soddisfano le esigenze della collettività agendo con innovazione: dalla redazione, immediatamente cantierabile, del Piano per la riduzione del rischio idrogeologico a quella del Piano nazionale degli invasi, dall’ottimizzazione dell’irrigazione con il sistema esperto Irriframe alla realizzazione del Piano irriguo nazionale, dagli interventi per la ricarica delle falde acquifere, al contributo nella produzione di energia rinnovabile, “che oggi ha raggiunto i 350 milioni di kilowattora annui grazie a mini-hydro e fotovoltaico”. Tutto ciò in prospettiva Expo 2015, evento per il quale l’Anbi attiverà a breve un gruppo di lavoro nazionale.

Fatte queste considerazioni Gargano ha avanzato una serie di proposte: alla società ed ai mass-media di contribuire nell’affermare una nuova cultura dell’acqua; alle Regioni di porre attenzione alle scelte, che andranno a determinare con i Piani di sviluppo rurale 2014-2020; al Governo di varare il 2° Piano irriguo nazionale, di approvare il disegno di legge sul Consumo del suolo, di procedere alle semplificazioni burocratiche, di adottare e finanziare il Piano per la riduzione del rischio idrogeologico, fondamentale anche per ridurre il divario nella crescita tra Nord e Sud del Paese.

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