Gli agrotecnici non aderiscono alla "Rete delle professioni tecniche" | Agrinews.info

Gli agrotecnici non aderiscono alla “Rete delle professioni tecniche”

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Il Collegio degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati non aderisce, né ha all’esame l’ipotesi di farlo, alla nuova organizzazione denominata Rete delle professioni tecniche”, costituita il 27 giugno presso l’Ordine nazionale degli ingegneri, formalizzato con atto notarile. Queste le parole contenute nella nota diffusa oggi, con la quale il Collegio spiega le motivazione di questa scelta, rilevando, innanzitutto, che “il ‘nuovo’ organismo è in realtà il travaso delle otto professioni tecniche che già costituivano il Pat (Professioni area tecnica) – agronomi, chimici, geologi, geometri, ingegneri, periti agrari, periti industriali e tecnologi alimentari -, alle quali si sono uniti gli architetti”.

Così commenta il presidente del Collegio degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati, Roberto Orlandi: “Nell’augurare alla Rete delle professioni tecniche le migliori fortune, continuo a ritenere che non dell’ennesimo organismo, non dell’ennesima superfetazione della rappresentanza abbiano oggi bisogno i liberi professionisti italiani ma, al contrario, essi abbiano bisogno di reali semplificazione, di un sistema fiscale più equo e che smetta di considerare i rimborsi spesa come redditi, di concreti incentivi per lo sviluppo dell’attività, di minore burocrazia, anche o soprattutto nel rapporto con l’ordine di appartenenza”.

“Invece – prosegue Orlandi – oggi avviene il contrario. La recente riforma delle professioni ha sepolto i professionisti italiani sotto una valanga di inutili e formali adempimenti: formazione obbligatoria, assicurazione obbligatoria, nuovi Consigli di disciplina, per qualcuno e non per tutti, riduzione drastica dell’autonomia degli ordini e sottoposizione a un redivivo potere centrale ministeriale, contra legem; aumento degli adempimenti burocratici e maggiori costi per i praticanti, altresì vessati da norme irrazionali, per tacere d’altro”.

“Il Pat e gli architetti hanno applaudito alla riforma e agli effetti sopra descritti; gli agrotecnici la contestano irrimediabilmente, avendo anche impugnato al Tar Lazio il dpr n. 137/2012, chiedendone l’annullamento, l’udienza di merito è prevista per il 4 luglio 2013. Ed è in ossequio alla necessità di mantenere una rappresentanza unitaria delle professioni, senza frammentarla in segmenti auto referenziati, che il Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati conferma la propria adesione al Cup-Comitato unitario dei professionisti presieduto da Marina Calderone”.

“Questa esigenza di unità della rappresentanza professionale, se è vilipesa a livello centrale dalla continua nascita di nuove sigle, pare invece essere fortemente condivisa a livello dei territori. Infatti, benché il Pat esista da ormai molti anni, a livello territoriale non è nato nessun Pat locale e i Cup provinciali e regionali non hanno registrato la defezione di neppure di una sola professione, segno evidente di come la pensino i liberi professionisti italiani che operano ogni giorno nella trincea nel lavoro e dell’ordine, lontano dalle guerre di palazzo romane”.

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