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Gli Agrotecnici si appellano al Consiglio di Stato

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In occasione dell’adunanza del Consiglio di Stato che ha per tema lo schema di Dpr di riforma degli Ordini e Collegi professionali varato il 15 giugno scorso, e in contemporanea con l’inizio dell’analisi dei provvedimento da parte della Commissione Camera, Roberto Orlandi, Presidente del Collegio Nazionale Agrotecnici e Agrotecnici laureati, come aveva già annunciato, ha trasmesso al Presidente del Consiglio di Stato Giancarlo Coraggio un corposo dossier intitolato “Criticità, incoerenze con la legge autorizzante, contraddizioni e mancato coordinamento con la previgente legislazione”.

Il dossier cerca di dimostrare – con toni fortemente critici – come il Dpr violi i principi di delegificazione ai quali sarebbe vincolato, oltre a tradire la ratio del D.l. n. 138/2011, invadere la competenza sia esclusiva che concorrente delle Regioni, e violare l’autonomia degli Ordini Nazionali in materia di regolamentazione dei tirocini e della formazione continua obbligatoria.

Con l’azione del dossier, il Collegio chiede al Consiglio di Stato di esprimere parere negativo sull’approvazione del provvedimento, salvo non rimuovere le criticità denunciate. In particolare, si chiede l’espunzione degli interventi in materie non previste dalla legge autorizzante, l’eliminazione dei corsi di formazione e delle modifiche – tutte extra-delega – alla regolamentazione dei tirocini, il ripristino della norma autorizzante rispetto all’obbligo assicurativo e alla formazione continua, e la revisione del meccanismo dei “Consigli di disciplina”.

Analoghi dossier, nei prossimi giorni, verranno inviati alle competenti Commissioni di Camera e Senato, mentre l’Antitrust sarà investita del problema dell’aggravio del tirocinio.

 

V.R.

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