Nel "decreto fare" novita' per il settore agricolo | Agrinews.info

Nel “decreto fare” novita’ per il settore agricolo

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La legge per il rilancio economico del Paese, il cosiddetto “decreto fare”, che il 15 giugno il Consiglio dei ministri ha approvato, ci sono importanti disposizioni per il settore agricolo,

Nello specifico, l’accisa sul gasolio per il riscaldamento delle coltivazioni sotto serra, cui attualmente si applica la stessa accisa prevista per tutti i prodotti petroliferi destinati agli usi agricoli, pari al 22 per cento dell’accisa ordinaria, viene ridotta a 25 euro per mille litri, a condizione che i richiedenti siano serricoltori per i quali l’attività imprenditoriale agricola costituisce l’esclusivo o comunque il prevalente fattore produttivo, cioè coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale.

La disposizione, che decorrerà dal 1° agosto 2013 e fino al 31 dicembre 2015, intende dare una risposta concreta alla perdita di competitività del settore florovivaistico e orticolo a causa da un lato, del venire meno delle disposizioni che prevedevano l’esenzione dall’accisa per il gasolio destinato alle serre e, dall’altro, dai continui aumenti dei prezzi dei carburanti con un aggravio dei costi di produzione insostenibili. Il livello di imposizione agevolato sarà applicato sul gasolio per la serricoltura a condizione che le imprese beneficiarie si obblighino a ridurne il consumo, dando così un fattivo contributo al raggiungimento di una maggiore tutela ambientale.

Inoltre, con un’altra disposizione, si riconosce anche ad altri soggetti, oltre che al Dipartimento per i trasporti terrestri, la competenza all’omologazione delle macchine agricole. I requisiti che dovranno essere posseduti dai soggetti competenti all’omologazione, saranno definiti con decreto del ministro delle infrastrutture di concerto con il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, nel rispetto della normativa comunitaria. In tal modo si pone fine alla esclusiva competenza del Dipartimento dei trasporti terresti, cui però si accompagna la competenza delle strutture estere, con articolazioni in Italia, delegate dalle Autorità competenti nei rispettivi Paesi europei, che rilasciano omologazioni valide ad ogni effetto, nazionale e comunitario.

Il ricorso a tali strutture, sempre più frequente, dato il minore tempo con il quale, a parità di garanzie, operano rispetto all’unico centro di riferimento italiano, è particolarmente oneroso per i richiedenti, comprendendo non solo il costo dell’accertamento, ma anche i costi di missione all’estero. L’apertura a soggetti nazionali consentirà, non solo l’abbattimento degli oneri del procedimento, ma anche il recupero, da parte dello Stato, dei diritti e delle imposte che, da queste strutture vengono versati ai ministeri esteri di riferimento.

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